I personali canali di COMUNICAZIONE

Per utilizzare bene i propri canali di comunicazione è necessario, innanzitutto, conoscerli! Recenti studi hanno dimostrato che, la sempre più diffusa comunicazione svolta attraverso mezzi elettronici asettici ed impersonali, per essere gestita correttamente e risultare efficace, ha bisogno della conoscenza dei personali canali di comunicazione. 

In molti sono ancora convinti che l’efficacia della nostra comunicazione dipenda esclusivamente dalle nostre parole e dal loro significato. È un ERRORE! La nostra comunicazione dipende soprattutto dai nostri gesti, dalla tonalità della nostra voce e da tanti altri aspetti che è sempre opportuno tenere a mente. Importanti studi di psicologia hanno evidenziato quello che viene percepito dal nostro interlocutore durante una comunicazione:

  • 7% verbale
  • il 55% non verbale
  • il 38% paraverbale

Significa che quando parliamo con qualcuno le nostre parole catturano solo il 7% della sua attenzione. Il 93% è catturato da altri canali di comunicazione che spesso sottovalutiamo.

Ma proviamo a capire meglio quanti canali di comunicazione abbiamo a disposizione e quali catturano maggiormente l’attenzione del nostro interlocutore.
  1. Canale di comunicazione VERBALE – Rappresentato dal linguaggio che si sviluppa attraverso significati, conoscenze, codici.
  2. Canale di comunicazione NON VERBALE Rappresentato dalla gestualità, dalla mimica facciale, dalla postura, dalla prossemica (nel corso dell’articolo capirete meglio di cosa si tratta).
  3. Canale di comunicazione PARAVERBALE – Rappresentata da: volume, tono e timbro della voce, dal ritmo, dalla cadenza, dall’energia messa in campo.

1 – La comunicazione VERBALE, è rappresentata dalla capacità di ognuno di trasmettere delle informazioni attraverso l’uso delle parole. Più la scelta delle parole sarà adatta al contesto e all’interlocutore, maggiore sarà la probabilità di essere compresi. Nello stesso tempo, durante la comunicazione, è importante ascoltare/osservare con molta attenzione (ascolto attivo) il nostro interlocutore per poter rispondere in modo logico e pertinente alle sue osservazioni.

Esistono diversi tipi di comunicazione verbale:

  • INTRAPERSONALE, quella che rivolgiamo a noi stessi e consente di chiarirci le idee, consolidare gli argomenti e acquisire sicurezza durante la comunicazione. Generalmente precede i nostri discorsi in pubblico.
  • INTERPERSONALE, quella che rivolgiamo ad un’altra persona, durante la quale abbiamo la possibilità di verificare se la nostra comunicazione viene compresa ed è facile verificare i suoi effetti.
  • IN PUBBLICO, è una comunicazione più difficile, che può essere rivolta ad una platea piccola, media o grande. Non sono proprio la stessa cosa! Se abbiamo di fronte un pubblico ristretto, i partecipanti tenderanno a comunicare fra loro, a fare domande, osservazioni e noi dobbiamo trovare tempo e modi per assecondarli. Quando abbiamo di fronte una platea con tante persone e il nostro discorso è più lungo ed articolato, le interruzioni (generalmente per questioni di tempo) sono poche, ed è tutta un’altra cosa. In questo caso dobbiamo conoscere bene l’argomento di cui parliamo, utilizzare un linguaggio comprensibile a tutti (in quanto l’interazione con le persone è minore e anche le possibilità di chiarimento) e dare un senso compito al nostro intervento.

2 – La comunicazione NON VERBALE In senso generale viene praticata attraverso segnali non verbali (sguardi, espressioni del viso, gesti) e va oltre il linguaggio semantico (dei significati). In senso particolare, invece, è possibile dividere la comunicazione NON VERBALE in:

  • SISTEMA PARALINGUISTICO (da greco pará= affine… al linguaggio): il silenzio (durante una conversazione può puntualizzare l’importanza di un concetto e consente di avere un feedback visivo sulla sua comprensione da parte dell’interlocutore).
  • SISTEMA CINESICO (dal greco kinesis= movimento): il contatto visivo, la mimica facciale, la gestualità e la postura.
  • PROSSEMICA (dall’inglese proxemics= prossimità): si riferisce a ciò che trasmettiamo con l’occupazione dello spazio che condividiamo col nostro interlocutore. Possiamo allontanarlo o avvicinarlo! In relazione alla comunicazione, esistono 4 tipi di zona in cui può essere diviso uno spazio: pubblica , sociale, personale e intima.
  • APTICA (dal greco apto= tocco): espressa per mezzo del contatto fisico (abbracci, strette di mano, saluti…).

3 – La comunicazione PARAVERBALE – Sostanzialmente, si riferisce ai suoni che vengono emessi durante una conversazione (tono, ritmo, volume, cadenza…).

Per mezzo del TONO della nostra voce possiamo, ad esempio, esprime entusiasmo, noia, disappunto, apatia… a prescindere dal significato delle nostre parole. Il RITMO, invece, evidenzia il nostro stato d’animo (nervoso, agitato o disteso e tranquillo); le PAUSE, nel ritmo della conversazione, posso puntualizzare un concetto, lasciare spazio alle osservazioni dell’interlocutore, consentire di recuperare il filo del discorso. Il VOLUME della voce è molto importante! Ad un volume di voce basso vengono attribuite, generalmente, le seguenti caratteristiche: timidezza, insicurezza e bassa autostima. Tuttavia, anche se il volume della voce alto può evidenziare sicurezza e fiducia in se stessi, esagerare col volume potrebbe trasmettere aggressività (da evitare!). Il modo migliore di “sfruttare” il volume della nostra voce è utilizzarlo per enfatizzare i concetti chiave o le parole importanti.

Il TIMBRO vocale è una caratteristica personale che favorisce molti bravi comunicatori (penalizzandone altri altrettanto bravi!). È un carattere distintivo di ogni persona (rauco, avvolgente, stridente, sensuale…), definito anche “colore vocale” e, purtroppo o per fortuna, ognuno ha il suo!

La COMUNICAZIONE, scritta o parlata, è una delle caratteristiche “personali” più importanti a disposizione del genere umano, da cui dipende il fallimento o il successo di ogni relazione, a tutte le età e in ogni contesto della vita. 

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