Giugno 27, 2022
PREVENZIONE

Il bagnino di salvataggio e la sua leadership

Un bagnino di salvataggio, per svolgere bene il proprio lavoro, deve assolutamente fare i conti con la propria leadership. Ma cos’è la leadership? Indica, in una persona, la capacità di coprire un ruolo di preminenza con funzione di guida. Proviamo a capire meglio: un leader non ha età, sesso, nazionalità o condizione sociale, non è una persona che influenza e condiziona le azioni dei suoi simili con la manipolazione. Un leader è una persona capace di assumere comportamenti corretti, eseguirli con coerenza, comunicare la propria competenza e sicurezza. Un leader è semplicemente un esempio, un riferimento importante, un contenitore in cui trovare informazioni e consigli utili da seguire.

Se un bagnino di salvataggio capisce quanto è importante affermare la propria leadership nel contesto in cui opera e nei confronti di tutti i “suoi” bagnanti, riuscirà a svolgere meglio il proprio lavoro ma anche a creare intorno a se un ambiente collaborativo, rispettoso e sicuro.

E’ un risultato a cui ogni bagnino deve aspirare ma soprattutto può aspirare. Perché? Semplicemente perché ha studiato e si è formato per essere un leader in certi contesti. Perché può dare giuste indicazioni e fornire consigli a chi non conosce gli ambienti marini e i loro pericoli,  perché può soccorrere in mare e sulla terra ferma i propri simili con competenza. In definitiva, perché può rappresentare un esempio di prevenzione e una protezione dai potenziali pericoli che gli ambienti acquatici rappresentano.

Proviamo dunque a pensare ad uno stabilimento balneare molto affollato come ad una squadra sportiva. Per ottenere risultati vincenti è necessario seguire un leader, una guida, una persona capace di ottenere i migliori risultati, gli obiettivi che la squadra aveva prefissato.

Per un bagnante stare in acqua e divertirsi come meglio crede potrebbe sembrare il risultato migliore ma in realtà non lo è. Deve prendere consapevolezza che il risultato migliore lo raggiunge solo quando potrà divertirsi in acqua come meglio crede ma in sicurezza. Per questo motivo il bagnino di salvataggio deve affermare la propria leadership, proprio per garantire divertimento ai bagnanti in sicurezza.

Ma quali sono le caratteristiche che fanno di un bagnino di salvataggio un esempio da seguire, un vero e proprio riferimento per i bagnanti?

  1. La prima è senza dubbio la capacità di essere se stesso e affermare la propria personalità, qualunque essa sia. Assumere atteggiamenti che non gli appartengono finisce per distruggere la sua credibilità. Non occorre essere aggressivi, violenti, rigidi nelle comunicazioni per garantirsi rispetto. Se il carattere del bagnino è mite e pacato, potrà farsi rispettare e ascoltare anche di più, l’importante è che lui si identifichi in una persona credibile, da ascoltare, rispettare e seguire.
  2. La seconda, che è strettamente collegata alla prima, è la capacità del bagnino di salvataggio di affermare la propria autorevolezza. Nient’altro che dimostrare di essere una persona che sa quello che dice e soprattutto quello che fa. Deve essere in grado di parlare degli aspetti del suo lavoro con precisione e non in modo approssimativo, deve dimostrare di conoscere di più di quello conosce la gente comune in quell’ambito, perché ha una formazione specifica alle spalle. Deve farlo rispondendo in modo chiaro ed esauriente ad eventuali domande dei bagnanti, prendersi la responsabilità di gestire in modo corretto eventuali azioni di soccorso. Anche per questo è importante che il bagnino si applichi con impegno e dedizione durante il corso per ottenere il brevetto, che si aggiorni costantemente e integri le sue conoscenze al fine di comunicare in modo ancora più completo e convincente. Esempio: anche se non è necessario, per un bagnino di salvataggio potrebbe essere importante conoscere i venti dominanti sul tratto di costa in cui opera o essere al corrente delle caratteristiche del fondale di fronte alla sua concessione. Per fare in modo che il nostro interlocutore possa seguire i nostri consigli, devo convincerlo attraverso una comunicazione dettagliata, completa, che faccia emergere la mia preparazione e conoscenza dell’argomento. Solo così riuscirò ad essere autorevole.
  3. Strettamente collegato al punto precedente c’è la necessità di essere chiari nella comunicazione. E’ importante che il bagnino di salvataggio sia comprensibile per i suoi interlocutori. Quando comunichiamo con qualcuno, non serve conoscere alla perfezione certi argomenti se non siamo in grado di trasmetterli e farli capire. Occorre, pertanto, parlare con calma e in modo semplice per informare anche la persona più estranea a certe problematiche. Se ci accorgiamo che il nostro interlocutore non ha capito, ripetere il concetto con parole diverse fino a renderlo comprensibile. L’obiettivo deve essere quello di far capire la pericolosità di certe azioni e convincerlo ad assumere comportamenti prudenti.
  4. Coerenza nei comportamenti e nella comunicazione. E’ importante che il bagnino assuma il medesimo comportamento con tutti. La prevenzione non deve tener conto dei rapporti umani. Un bravo bagnino non deve concedere ad alcuni di fare determinate cose e ad altri no. Le norme di prevenzione sono uguali e valide per tutti così come devono esserlo le sue indicazioni, a prescindere dal rapporto più o meno confidenziale instaurato con le persone presenti nel suo raggio d’azione lavorativo.
  5. Deve essere collaborativo. Non limitarsi a guardare, controllare e dare indicazioni. Se necessario intervenire praticamente, collaborare nelle situazioni più delicate e dimostrare le sue capacità, restando sempre nell’area di competenza. Aiutare un disabile durante l’ingresso in acqua o all’uscita, stare a riva nel momento in cui stanno rientrando nella corsia di lancio piccole imbarcazioni a vela per evitare eventuali incidenti con i bagnanti, avvicinarsi a coloro che compiono azioni pericolose.
  6. Non limitarsi solo a fischiare. Ok il segnale di richiamo, ma ricordatevi sempre che il fischio, per quanto utile e necessario, soprattutto in situazioni tranquille, indispone molto la persona richiamata che si ritrova per una sua mancanza al centro dell’attenzione di tutti i presenti in modo diretto e violento. Abusare dell’uso del fischietto, oltre ad essere in alcuni casi un inutile un elemento di disturbo, porta le persone a minimizzare l’importanza del richiamo. Si fischia quando è necessario, se c’è distanza o la situazione è talmente caotica da non essere compresi in altro modo. Ma soprattutto, ricordate di affiancare sempre, ad ogni richiamo, una corretta comunicazione, vi eviterà tantissime discussioni inutili.

   

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