AMBIENTI ACQUATICI PREVENZIONE

Un BAGNINO di Salvataggio non può annegare nel suo smartphone

Lo smartphone è, ormai, la più grande distrazione a nostra disposizione durante l’attività lavorativa. Pur di fronte a tanti divieti e limitazioni, è sempre più difficile rinunciare al suo uso continuo. In alcuni casi rappresenta un vero e proprio ostacolo alla sicurezza.

Mi riferisco in particolare a quelle attività lavorative che non ammettono grandi distrazioni, quelle in cui una disattenzione o una perdita di tempo possono risultare fatali per la vita di una persona.

Indubbiamente, l’Assistente Bagnanti è una figura lavorativa che potrebbe beneficiare molto di un mezzo comodo e funzionale come il telefonino per effettuare, all’occorrenza, una tempestiva chiamata di emergenza. Tuttavia si è trasformato in un costante elemento di distrazione durante le ore di lavoro e di assistenza ai bagnanti.

PERCHÈ CONSIGLIARE AD UN ASSISTENTE BAGNANTI DI NON ANNEGARE NEL SUO SMARTPHONE

Nonostante le indicazioni ricevute durante il corso da Assistente Bagnanti, nonostante gli ammonimenti dei datori di lavoro e dei responsabili di settore, nonostante venga evidenziato il divieto di usare il telefonino (se non per motivi di servizio) all’interno delle procedure operative di molte aziende, l’uso costante e per futili motivi del proprio smartphone, resta una delle abitudini più difficili da eliminare. Capita sempre più spesso d’incontrare bagnini, durante il servizio, seduti nella loro postazione, con gli occhi incollati sul display del loro smartphone. Talmente assorti nelle loro ricerche da arrivare a perdere il contatto con la realtà circostante.

Al di là di un’immagine poco professionale che danneggia il bagnino stesso, la categoria lavorativa che rappresenta e l’azienda a cui presta servizio, i rischi che corre sono tanti. Premesso che siamo costantemente circondati da persone che usano il telefonino e che chiunque potrebbe fare un video o una foto al bagnino intento a chattare su Facebook mentre lavora, quello che deve preoccupare maggiormente l’assistente bagnanti sono le possibili conseguenze di un tale comportamento.

Se capita un incidente in acqua, i cui esiti si rivelano invalidanti o fatali per il malcapitato, e qualcuno sarà in grado di dimostrare (immagine, data e orario alla mano) che il bagnino non ha prestato soccorso prontamente perché distratto, assente o impegnato in altra attività, inizieranno le complicazioni per lui e per chi lo ha impiegato in modo improprio.

Infatti, in un eventuale processo, il giudice tenderà a considerare molto seriamente gli aspetti che sono stati trascurati da chi doveva garantire la prevenzione ed il soccorso in quel preciso momento.

COME EVITARE PROBLEMI E SVOLGERE CORRETTAMENTE IL PROPRIO LAVORO

Un Bagnino di Salvataggio, tutte le volte che assume comportamenti che non sono in linea con la sua qualifica e l’incarico ricevuto all’interno di un ambiente acquatico, dovrebbe sempre tenere a mente che qualunque incidente dovesse capitargli, esso sarà la causa di un atto illecito compiuto da chi avrebbe dovuto controllare ed eventualmente soccorrere. Si parlerà di:

  • DOLO quando l’azione viene compiuta volontariamente;
  • COLPA quando il fatto viene commesso senza intenzione.

La COLPA ha due varianti:

  1. COLPA SPECIFICA – è la conseguenza dell’inosservanza di leggi, regolamenti, discipline e norme in generale.
  2. COLPA GENERICA – prevede 3 specifici casi: negligenza, imprudenza e imperizia:

LA NEGLIGENZA

L’atteggiamento attraverso il quale il Bagnino non compie le azioni che avrebbe dovuto compiere. A questo si aggiungono: mancanza d’impegno e attenzione, di senso del dovere e di responsabilità, disinteresse verso le mansioni assegnate. In altre parole, assume un comportamento non gli consente di prestare attenzione alle persone che ha il dovere di tutelare, ed eventualmente, soccorrere. Il giudice potrà accusarlo di negligenza sul lavoro da cui sono scaturiti rischi e danni di varia entità e natura. Anche nel caso in cui non dovesse ricorrere alle cure necessarie di una persona, come evidenziato nelle procedure di Primo Soccorso (che rientrano nei suoi compiti).

L’IMPRUDENZA

E, invece, l’atteggiamento che assume il Bagnino quando, pur non avendo esperienza e non conoscendo le conseguenze di certe azioni, agisce mettendo a rischio la sua vita e quella di altri. Spesso l’imprudenza può avere matrici caratteriali che inducono ad essere particolarmente audaci ed esuberanti. Il bagnino incapace di fare corrette valutazioni prima di un soccorso potrebbe mettere a rischio la sua vita e quella del pericolante. Un classico esempio è rappresentato dai bagnini che, pur di fronte a condizioni meteo marine particolarmente avverse, decidono di tentare il soccorso in preda ad un’esaltazione autolesionista ed improduttiva ai fini del soccorso. Anche la scelta di azzardare terapie dettate da convinzioni personali piuttosto che dalla conoscenza dei protocolli sul primo soccorso o sul BLSD, è un’imprudenza che potrebbe costargli cara. 

IMPERIZIA

Quando il comportamento del Bagnino causa danni a terze persone a causa della sua inesperienza. Generalmente capita quando ad un bagnino viene affidato un ruolo di responsabilità che non è pronto a sostenere (gestire la responsabilità di una squadra oppure operare in luoghi dove di effettuano numerosi soccorsi e salvataggi) o non ha le competenze necessarie per svolgerlo. La sua mancanza di conoscenza di tutte le dinamiche collegate al suo lavoro, lo porterà ad assumere comportamenti impulsivi e molto rischiosi per lui, per il suo datore di lavoro e per le persone che frequentano l’ambiente acquatico in cui presta servizio.

UN ASSISTENTE BAGNANTI DEVE AVERE RISPETTO PER IL SUO RUOLO

Gli assistenti bagnanti devono sempre essere consapevoli dell’importanza del ruolo che interpretano. Sono dei soccorritori e quando si assentano dalla postazione senza farsi sostituire, si dedicano ad altre mansioni non autorizzate o si distraggono a guardare e chattare con il loro telefonino durante il servizio, stanno mettendo a rischio la vita di altre persone! 

Un Bagnino di Salvataggio, pur senza accorgersene o volerlo, quando è concentrato sul suo telefonino durante il servizio, compie un’azione illecita che può avere conseguenze penali. In presenza di incidenti, infortuni o decessi nell’ambiente acquatico in cui presta assistenza, sarà sempre ritenuto responsabile o corresponsabile degli eventi accaduti. Si può sempre evitare di essere accusati di omissione di soccorso o, nei casi più tragici, di omicidio colposo, semplicemente svolgendo diligentemente il proprio lavoro.

Un/a ragazzo/a che sceglie di fare l’Assistente Bagnanti sceglie di tutelare l’incolumità delle persone che frequentano gli ambienti acquatici, non di “annegare” nel proprio smartphone!

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