Un bagnino di salvataggio, non può fare a meno di fare i conti con la propria leadership. Ma cos’è la leadership? Indica, in una persona, la capacità di coprire un ruolo di preminenza con funzione di guida. Proviamo a capire meglio: un leader non ha età, sesso, nazionalità o condizione sociale, non è una persona che influenza e condiziona le azioni dei suoi simili con la manipolazione.
Se un bagnino di salvataggio capisce quanto è importante affermare la propria leadership nel contesto in cui opera e nei confronti di tutti i “suoi” bagnanti, riuscirà a svolgere meglio il proprio lavoro ma anche a creare intorno a se un ambiente collaborativo, rispettoso e sicuro.
E’ un risultato a cui ogni bagnino deve aspirare ma soprattutto può ambire. Perché?
Proviamo dunque a pensare ad uno stabilimento balneare molto affollato come ad una squadra sportiva. Per ottenere risultati vincenti è necessario seguire un leader, una guida, una persona capace di ottenere i migliori risultati, gli obiettivi che la squadra aveva prefissato.
- La prima è senza dubbio la capacità di essere se stesso e affermare la propria personalità, qualunque essa sia. Assumere atteggiamenti che non gli appartengono finisce per distruggere la sua credibilità. Non occorre essere aggressivi, violenti, rigidi nelle comunicazioni per garantirsi rispetto. Se il carattere del bagnino è mite e pacato, potrà farsi rispettare e ascoltare anche di più, l’importante è che lui sia una persona credibile, capace di farsi ascoltare, rispettare e seguire.
- La seconda, strettamente collegata alla prima, è la capacità del bagnino di salvataggio di affermare la propria autorevolezza. Semplicemente riuscire a dimostrare di essere una persona che sa quello che dice ma soprattutto quello che fa. Deve essere in grado di parlare degli aspetti del suo lavoro con precisione e non in modo approssimativo, deve dimostrare di conoscere di più di quello conosce la gente comune in quell’ambito, perché ha una formazione specifica alle spalle. Deve farlo rispondendo in modo chiaro ed esauriente alle domande dei bagnanti, prendersi la responsabilità di gestire in modo corretto eventuali azioni di soccorso. Anche per questo è importante che il bagnino si applichi con impegno e dedizione durante il corso per ottenere il brevetto, che si aggiorni costantemente e integri le sue conoscenze al fine di comunicare in modo ancora più completo e convincente. Esempio: anche se non è necessario, per un bagnino di salvataggio, potrebbe essere importante conoscere i venti dominanti sul tratto di costa in cui opera o essere al corrente delle caratteristiche del fondale di fronte la sua concessione. Per fare in modo che il nostro interlocutore possa seguire i nostri consigli, devo convincerlo attraverso una comunicazione dettagliata, completa, che faccia emergere la mia preparazione e conoscenza dell’argomento. Solo così riuscirò ad essere autorevole.
- Strettamente collegato al punto precedente c’è la necessità di essere chiari nella
comunicazione. E’ importante che il bagnino di salvataggio sia comprensibile per i suoi interlocutori. Quando comunichiamo con qualcuno, non è sufficiente conoscere alla perfezione certi argomenti se non siamo in grado di trasmetterli e farli capire. Occorre, pertanto, parlare con calma e in modo semplice per informare anche la persona più estranea a certe tematiche. Se ci accorgiamo che il nostro interlocutore non ha capito, ripetere il concetto con parole diverse fino a renderlo comprensibile. L’obiettivo deve essere quello di far capire la pericolosità di certe azioni e convincerlo ad assumere comportamenti prudenti. - Coerenza nei comportamenti e nella comunicazione. E’ importante che il bagnino assuma il medesimo comportamento con tutti. La prevenzione non deve tener conto dei rapporti umani confidenziali. Un bravo bagnino non deve concedere ad alcuni di fare determinate cose e ad altri no. Le norme di prevenzione sono uguali e valide per tutti e devono esserlo anche le sue indicazioni, a prescindere dal rapporto più o meno confidenziale instaurato con determinate persone.
- Deve essere collaborativo. Non limitarsi a guardare, controllare e dare
indicazioni. Se necessario intervenire praticamente, collaborare nelle situazioni più delicate e dimostrare le sue capacità, restando sempre nella sua area di competenza. Es.: ♠aiutare un disabile durante l’ingresso in acqua o all’uscita ♣stare a riva nel momento in cui stanno uscendo o rientrando nella corsia di lancio natanti e imbarcazioni al fine di evitare eventuali incidenti con i bagnanti ♦avvicinarsi o avvistare tutti coloro che compiono azioni pericolose. - Non limitarsi solo a fischiare. Ok il segnale di richiamo ma ricordatevi sempre che il fischio, per quanto utile e necessario, soprattutto in situazioni tranquille, indispone molto la persona richiamata che si ritroverà al centro dell’attenzione di tutti i presenti in modo diretto e violento. Abusare dell’uso del fischietto, oltre ad essere in alcuni casi un inutile elemento di disturbo, porta le persone a minimizzare l’importanza del richiamo. È opportuno fischiare solo quando è necessario, se la distanza dal proprio interlocutore è notevole o la situazione è talmente caotica da non essere compresi in altro modo. È sempre importante affiancare, ad ogni genere di richiamo, una corretta comunicazione, eviterà tantissime inutili discussioni.
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«Il bagnante spesso fatica ancora a comprendere che la segnaletica di sicurezza (una per tutte la bandiera rossa in condizioni meteomarine avverse) e necessaria per la sua tutela e non e un’intromissione del bagnino nella propria capacita di valutazione del rischio. Anche la figura del bagnante e cambiata. Con l’apertura delle frontiere e con flussi turistici piu ampi e diversificati nelle nostre spiagge, gli assistenti bagnanti sono sempre piu impegnati. Questo e sicuramente imputabile alla maggiore frequentazione delle spiagge da parte di questi “nuovi turisti” che, per tradizione e cultura, hanno minori capacita natatorie e minor dimestichezza con l’acqua».