Perché ho scelto il nome doctorbeach? Vi racconto un piccolo aneddoto. Mi trovavo, come ogni anno in primavera, sull’arenile di una concessione demaniale. Mi apprestavo ad allestire uno stabilimento balneare per l’imminente stagione estiva.
Era Shamir, un ragazzo africano incaricato di montare gli ombrelloni nello stabilimento accanto al mio. Un ragazzo che manifestava una forza fisica ed una volontà invidiabili. Ma per lui, questa volta, non si trattava di usare solo la forza delle proprie braccia o eseguire gli ordini di qualcuno, come era abituato a fare. Si era preso una “grossa responsabilità”! Aveva garantito al suo vecchio datore di lavoro di essere capace di montare una spiaggia e avrebbe dovuto farlo, anche in tempi piuttosto rapidi per non essere sostituito.
La situazione era fin troppo evidente: nessuna specifica competenza e scarsa manualità nell’uso degli
Restai con lui fino all’imbrunire, insegnandogli ogni attività che potesse aiutarlo a svolgere un ottimo lavoro e nel minor tempo possibile, visto che ne aveva già perso tanto.
Ogni giorno al termine del mio lavoro, trovavo il tempo per insegnargli qualcosa di nuovo: dalla posa degli ombrelloni ai metodi più efficaci per la pulizia della spiaggia, dalla movimentazione delle attrezzature alle operazioni in mare più delicate. Capitò persino, un giorno, di renderlo partecipe di un intervento di primo soccorso per una persona colpita da improvviso malessere.
Imparava in fretta, aiutato dalla sua enorme forza fisica e da una volontà incredibile. Quando non era sicuro di qualcosa, lo vedevo correre verso di me e chiedermi: “Amicooo, come fare a…”
Quella sera ero davvero stanco e avrei preferito evitare ulteriori insegnamenti lavorativi a Shamir ma anche quella sera mi chiamò. Lo fece però in un modo diverso, tanto che in un primo momento non risposi. “Hey doctorbeach! Amico doctorbeach vieni, un regalo per te”. Mi avvicinai e tirò fuori un ciondolo in cuoio, simbolo della sua riconoscenza per il tempo che gli avevo dedicato. Mi emozionò quel gesto ma la cosa che mi sorprese maggiormente fu la spiegazione di quel nome… doctorbeach.
Gli chiesi: “Perché mi chiami doctorbeach?” E lui sorridendo, col suo italiano impacciato mi disse: “Tu sei come dottore a cui pazienti vanno per risolvere problemi di salute, un bravo dottore sa cosa fare in ogni situazione e pure veloce!”. In altre parole mi vedeva come il dottore della spiaggia capace di risolvere tutte le situazioni che capitano in questo contesto, con la “terapia” giusta per tutte le “patologie” che possono riguardare uno stabilimento balneare e le persone che lo frequentano.
Shamir è stato un amico sincero ed un collega di lavoro esemplare per due stagioni… poi si è trasferito in Francia, non ho avuto più sue notizie ma sono certo che sta bene mi ha lasciato un nome bellissimo, carico di amicizia, volontà e riconoscenza!
Ciao Shamir!
Tuo doctorbeach