Si scommette ormai su tutto. Voglio consigliarvi su cosa puntare, vinceremo insieme!
Non tutti nascono nelle medesime condizioni umane, sociali, ambientali ed economiche. Tuttavia, tranne specifici casi, tutti nasciamo con la possibilità di vivere la nostra vita con dignità, nel rispetto di noi stessi e dei nostri simili.
Soprattutto…
Nei rapporti sociali, dove è importante avere le “competenze” che consentono di instaurare relazioni positive e funzionali alla nostra crescita. In tutti gli atteggiamenti e comportamenti che mettono in evidenza il nostro modo di essere, la nostra personalità e che rappresentano ciò che gli altri (anche quelli che non ci conoscono personalmente!) percepiscono di noi.
Vi faccio fare qualche esempio:
- nelle relazioni sociali dobbiamo essere capaci (competenti!) di essere educati, cortesi e rispettosi;
- nella pratica sportiva dobbiamo essere capaci (competenti!) di raggiungere i nostri obiettivi con impegno, determinazione, serietà e lealtà nei confronti dei nostri avversari;
- sul lavoro, dobbiamo essere capaci (competenti!) di rispettare gli accordi stabiliti e svolgere le nostre mansioni con serietà e spirito collaborativo nei confronti dei nostri colleghi di lavoro.
Si potrebbero scrivere trattati di psicologia in merito ma è sufficiente comprendere il significato delle parole.
Cos’è la COMPETENZA?
Nient’altro che la capacità, per cultura o esperienza, di parlare, discutere, esprimere giudizi su determinati argomenti, di svolgere una specifica attività con la dovuta preparazione.
Cos’è la FRAGILITÀ?
Al sostantivo “fragilità” ma ancor più all’aggettivo qualificativo “fragile” corrispondono una serie infinita di significati. Io voglio semplificare tutto riferendomi esclusivamente alla “fragilità umana” (escludendo ogni forma di fragilità patologica, o presunta tale, che accompagna spesso comportamenti criminali o dannosi per se stessi e gli altri).
È vero, nel mondo animale molto spesso la selezione naturale penalizza gli esemplari più deboli. Ma noi siamo esseri umani, abbiamo il linguaggio, la ragione, quella meravigliosa capacità di dare un giudizio e distinguere cosa è più giusto fare.
IN AMBITO LAVORATIVO, non possiamo mai sapere, fino in fondo, cosa si nasconde dietro l’atteggiamento schivo o distante di un collega… ma una cosa la dobbiamo sapere! Non è giusto screditare l’operato di un proprio collega apparentemente debole e incapace di reagire. La sua debolezza non ha nulla a che fare con la sua educazione, preparazione o competenza sul lavoro!
Concentrati sulle tue capacità, sono loro il tuo vero punto di forza, quelle che devono permetterti di essere valutato. I confronti con i tuoi colleghi ed i giudizi sui loro comportamenti e sul loro operato, lasciali fare ai dirigenti, a coloro che dovranno fare questi tipi di valutazioni costantemente, in relazione agli obiettivi aziendali e, semmai, alla produttività.
In definitiva se vogliamo vincere…