Punta sulle tue COMPETENZE, non sulle FRAGILITÀ altrui

Si scommette ormai su tutto. Voglio consigliarvi su cosa  puntare, vinceremo insieme!

Non tutti nascono nelle medesime condizioni umane, sociali, ambientali ed economiche. Tuttavia, tranne specifici casi, tutti nasciamo con la possibilità di vivere la nostra vita con dignità, nel rispetto di noi stessi e dei nostri simili.

La convinzione che nella vita sia importante informarsi, studiare, essere preparati ed avere competenze specifiche, è presente in ognuno di noi, sin da bambini, quando iniziamo fare le nostre prime esperienze e ascoltiamo i primi insegnamenti in famiglia e a scuola. Dovrebbe essere un percorso interiore naturale quello che porta un individuo, crescendo, alla consapevolezza che per svolgere un’attività, qualunque essa sia, è necessario avere competenze. Ma la competenza, anche se si tratta di una qualità che molti collegano solo alla competitività e al mondo del lavoro, è una qualità che ognuno di noi può fruttare in tanti modi.

Soprattutto…

Nei rapporti sociali, dove è importante avere le “competenze” che consentono di instaurare relazioni positive e funzionali alla nostra crescita. In tutti gli atteggiamenti e comportamenti che mettono in evidenza il nostro modo di essere, la nostra personalità e che rappresentano ciò che gli altri (anche quelli che non ci conoscono personalmente!) percepiscono di noi.

Vi faccio fare qualche esempio:

  • nelle relazioni sociali dobbiamo essere capaci (competenti!) di essere educati, cortesi e rispettosi;
  • nella pratica sportiva dobbiamo essere capaci (competenti!) di raggiungere i nostri obiettivi con impegno, determinazione, serietà e lealtà nei confronti dei nostri avversari;
  • sul lavoro, dobbiamo essere capaci (competenti!) di rispettare gli accordi stabiliti e svolgere le nostre mansioni con serietà e spirito collaborativo nei confronti dei nostri colleghi di lavoro.

Ai bambini possiamo insegnare tante cose durante il loro percorso di crescita ma una fra tutte li renderà estremamente virtuosi: credere in se stessi, nelle proprie capacità e non approfittare mai delle fragilità dei loro simili pur di emergere.

Si potrebbero scrivere trattati di psicologia in merito ma è sufficiente comprendere il significato delle parole.

Cos’è la COMPETENZA?

Nient’altro che la capacità, per cultura o esperienza, di parlare, discutere, esprimere giudizi su determinati argomenti, di svolgere una specifica attività con la dovuta preparazione.

Cos’è la FRAGILITÀ?

Al sostantivo “fragilità” ma ancor più all’aggettivo qualificativo “fragile” corrispondono una serie infinita di significati. Io voglio semplificare tutto riferendomi esclusivamente alla “fragilità umana” (escludendo ogni forma di fragilità patologica, o presunta tale, che accompagna spesso comportamenti criminali o dannosi per se stessi e gli altri).

Voglio riferirmi alla classica definizione di fragilità umana, quella che caratterizza le persone miti e remissive, molto spesso incapaci di reazioni fisiche o verbali decise ed energiche (anche di fronte alle ingiustizie subite). Ma anche alla fragilità delle persone riservate, che scelgono di non “sgomitare” all’interno di una società che sempre più spesso premia la corruzione, la mistificazione, esalta la prepotenza, la forza intesa come  violenza per prevaricare non come qualità per emergere nel corso di una leale competizione.

È vero, nel mondo animale molto spesso la selezione naturale penalizza gli esemplari più deboli. Ma noi siamo esseri umani, abbiamo il linguaggio, la ragione, quella meravigliosa capacità di dare un giudizio e distinguere cosa è più giusto fare.

Può capitare a tutti, nel corso della vita, di vivere momenti di fragilità psicofisica. In alcuni individui, però, è qualcosa di più, è un modo di essere che si scontra con i complicati meccanismi della vita, che può nascere da aspetti fisici o psicologico-caratteriali che determinano timidezza, paura, tendenza all’isolamento e da cui possono derivare veri e propri cedimenti fisici.

IN AMBITO LAVORATIVO, non possiamo mai sapere, fino in fondo, cosa si nasconde dietro l’atteggiamento schivo o distante di un collega… ma una cosa la dobbiamo sapere! Non è giusto screditare l’operato di un proprio collega apparentemente debole e incapace di reagire. La sua debolezza non ha nulla a che fare con la sua educazione, preparazione o competenza sul lavoro!

Concentrati sulle tue capacità, sono loro il tuo vero punto di forza, quelle che devono permetterti di essere valutato. I confronti con i tuoi colleghi ed i giudizi sui loro comportamenti e sul loro operato, lasciali fare ai dirigenti, a coloro che dovranno fare questi tipi di valutazioni costantemente, in relazione agli obiettivi aziendali e, semmai, alla produttività.

In definitiva se vogliamo vincere… 

Punta sulle tue competenze, non sulle fragilità altrui! Con onestà e spirito di collaborazione. Non approfittare delle loro fragilità e non puntare mai sulle loro debolezze, anche se potrebbe portarti a raggiungere in modo più semplice e veloce i tuoi obiettivi. In realtà ti sembrerà di vincere ma molto presto ti accorgeresti di aver perso qualcosa di troppo prezioso: la tua dignità.

 

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