Amo FOTOGRAFARE le mie emozioni

C’è chi sostiene che mettersi a fotografare qualcosa che cattura la nostra attenzione o ci emoziona particolarmente, ci distrae proprio nel momento in cui dovremmo essere concentrati sulla visione. Altri ritengono sia giusto utilizzare la macchina fotografica come un’appendice del loro braccio sempre pronti ad immortalare situazioni anche poco emozionanti (per il gusto postumo di poterle valutare nuovamente e con più calma).

Bene, io credo di trovarmi esattamente a metà strada fra le due categorie con qualche piccola variante sul tema! In altre parole, quando capita (soprattutto durante i miei viaggi) mi godo sempre la visione di ciò che mi colpisce ed emoziona senza l’ansia di dover immortalare il momento; tuttavia, dopo, trovo anche il momento fotografare ciò che ha generato la mia emozione.

In altre parole, non sono un cercatore di emozioni da fotografare, no! Penso che le cose belle in genere (e anche quelle da fotografare!) devono capitare.  Portarsi dietro la propria macchina fotografica permette solo di trovarsi pronti quando succede. Non amo gli scattatori seriali che, grazie al digitale, posso permettersi di scattare in sequenza un numero esagerato di foto… “tanto poi quelle brutte le cancellano”.

In definitiva credo che la fotografia vada a braccetto con la nostra sensibilità… e credo anche, che quando dietro una foto ci sono sensibilità ed emozioni, si vede! A prescindere dalla tecnica messa in campo dal fotografo o dalla qualità della foto ottenuta.

Perché  spero di continuare ad essere un FOTOGRAFO di emozioni fino all’ultimo dei miei giorni?

Perché significherebbe non aver mai perso la mia sensibilità e, nello stesso tempo, aver trascorso una vita ricca di emozioni.

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