La definizione “comunicazione assertiva” potrebbe trarre in inganno chi non conosce le caratteristiche ed i vantaggi di questo approccio alla comunicazione. Il significato del verbo ASSERIRE non deve essere frainteso. Non si tratta di una comunicazione basata su presunzione o, ancor peggio, arroganza; asserire significa “affermare, sostenere la certezza di una determinata tesi” (fonte TRECCANI) e presuppone “responsabilità e consapevolezza” da parte di chi la pratica durante la comunicazione.
Quando parliamo di relazioni sociali e comunicazione, non dobbiamo mai dimenticare che ci sono principi, o meglio, diritti/doveri che ogni individuo, per essere definito civile, dovrebbe osservare:
- il rispetto;
- la gentilezza;
- la possibilità di potersi esprimere liberamente (a prescindere dal contenuto delle opinioni);
- la possibilità di dissentire, di dire NO, di rifiutare una richiesta con le opportune motivazioni personali;
- la facoltà di evidenziare le proprie necessità o esigenze;
- la possibilità di fare errori, sbagliare (elemento fondamentale per l’apprendimento e a cui nessuno può sottrarsi);
- la facoltà di cambiare opinione in relazione al cambiamento delle proprie prospettive di vita, dei valori di riferimento o delle circostanze specifiche (propensione alla crescita e al cambiamento e non alla rigidità… ma facciamone buon uso!);
- la libertà di giustificare o meno i propri comportamenti (quando essi non vanno a ledere i diritti altrui.)
Purtroppo, molto spesso la comunicazione verbale, soprattutto in ambito lavorativo, assume forme che dipendono dal contesto, dalle gerarchie esistenti, dalle necessità… si tratta di un mare magnum composto da elementi comunicativi di varia natura che vanno contestualizzati e analizzati singolarmente.
Alcuni consigli per una comunicazione (assertiva) efficace:
- comunicare in modo chiaro, onesto, comprensibile e cortese. Cercare di non cedere alle opinioni soggettive ma far riferimento a cose oggettive su cui esprimere il nostro punto di vista, con un tono di voce pacato, un volume adeguato ed un atteggiamento deciso ma non aggressivo (anche nella gestualità);
- manifestare empatia ed accoglienza. È un atteggiamento che presuppone sicurezza e fiducia in se stessi in quanto mette in capo i propri pensieri e le proprie emozioni. Nello stesso tempo è importante sapere che il nostro interlocutore sarà “invaso” da tanta schiettezza che apprezzerà sotto molti punti di vista ma che, inevitabilmente analizzerà. Se si evita il giudizio, saranno maggiori le possibilità di entrare in sintonia;
- offrire una spiegazione del nostro stato d’animo all’interlocutore, dimostrando che uno stato d’animo positivo favorisce una relazione “produttiva”, uno negativo, invece, tende a favorire l’allontanamento e lo scontro. È importante, anche nelle situazioni di disaccordo, mostrarsi attenti e rispettosi dell’opinione altrui per cercare eventuali punti d’incontro;
- riservarsi la possibilità di esprimere la propria opinione ed eventualmente di “dire no” (aspetto che vi aiuta ad eliminare futuri sensi di colpa, insoddisfazioni e frustrazioni), di esprimere i propri sentimenti, desideri, le proprie convinzioni senza sottostare al cliché del nostro interlocutore. Le parti coinvolte nella conversazione, dovrebbero aspirare ad un equilibrio comunicativo fra rifiuto ed accettazione (eviterà chiusure emotive e comunicative);
- dimostrarsi disponibili a trovare soluzioni comuni, senza aggressività o prevaricazione ma con decisione e cortesia. È sempre possibile restare coerenti alle proprie idee ed esaltare contestualmente i punti d’incontro in una conversazione, al fine di ridurre le distanze.