BASSA… ALTA!
Denominazioni che “non dovrebbero mai” coinvolgere la qualità e la sicurezza dei servizi offerti in ambito di accoglienza turistica!
🔶 Ma, inevitabilmente, arriva il momento in cui “il grosso è fatto”! Il momento in cui, dopo un intenso lavoro concentrato sull’alta stagione, si tende a ridurre il numero dei lavoratori stagionali e, quelli che restano, tendono a ridurre la qualità delle proprie performance operative.
🔶 Gli stessi manager, più o meno consapevolmente, assecondano i diversi comportamenti assunti dai loro dipendenti come “meritevoli di comprensione”.
🔶 È ormai trascorso il periodo in cui la clientela spendeva tanto e meritava attenzioni e servizi impeccabili.
🔶 Si entra nella “zona grigia” in cui le offerte economiche e le svendite di fine stagione inducono imprenditori e manager a ridurre la qualità dell’offerta, imponendo un surplus d’impegno ai lavoratori che restano fino alla fine (come se fosse un premio!).
💠 Inevitabilmente i servizi risultano meno efficienti e sicuri, pur di rientrare in un budget prestabilito che possa garantire utili e premi aziendali concordati a tavolino (e principalmente a chi è già stabilizzato contrattualmente).
🔶 Eppure la “bassa stagione” è il periodo più frequentato da persone anziane e turisti stranieri che, a dire il vero, meriterebbero anche più attenzioni dal punto di vista della prevenzione e della sicurezza!
💠 L’ eccellenza dell’offerta turistica risiede nella capacità di garantire, fino all’ultimo giorno di apertura al pubblico, i medesimi standard qualitativi e di sicurezza… e soprattutto la presenza di dipendenti, fisicamente e mentalmente, sempre pronti e disponibili, non “bolliti” e “ciondolanti” perché spremuti come limoni fino all’ultimo minuto di servizio.
⭐ Senza cura delle risorse umane, l’eccellenza resta un miraggio… che siano tre, quattro o cinque stelle.