Cosa significa ascoltare?
Il dialogo, la conversazione, la comunicazione condotta nel rispetto dell’interlocutore e delle sue idee, sono sempre più rari. Prevale in ogni contesto della vita sociale una comunicazione frenetica e convulsa. Come ho scritto sopra, l’ascolto presuppone tempo da dedicare alla persona che abbiamo di fronte, desiderio di scoprire il suo pensiero pur restando agganciati alla voglia di affermare il proprio.
Perché è opportuno imparare ad ascoltare prima di parlare?
Perché il nostro interlocutore è una risorsa, NON un elemento da combattere, perché solo attraverso una corretta comunicazione fra le parti è possibile capirsi ed eventualmente entrare in sinergia, e ripeto, in ogni settore della vita, dalla famiglia alla scuola, dal lavoro al tempo libero!
Come possiamo definire l’ASCOLTO ATTIVO?
È un modo di comunicare basato sull’empatia, aperto e disponibile non soltanto nei confronti del nostro interlocutore e delle sue opinioni ma anche verso noi stessi. È l’unico modo per dare ascolto anche alle nostre reazioni ed eventualmente comprendere i limiti del nostro punto di vista e delle nostre conoscenze.
Quali sono le attività che identificano meglio l’arte di ascoltare in funzione di una buona comunicazione verbale? Cosa è opportuno fare durante una conversazione per aprirci a nuove opportunità e conoscenze?
- Non avere fretta di arrivare alle conclusioni. La fretta è nemica della buona comunicazione;
- non giudicare o classificare il tuo interlocutore, cerca di seguire il suo ragionamento e le sue tesi senza catalogarli;
- osserva e ascolta con attenzione tutto ciò che viene trasmesso dal tuo interlocutore (verbalmente e non)
. RICORDA SEMPRE, nel silenzio dell’ascolto arrivano le informazioni più utili alla conversazione. - Mettiti nei panni del tuo interlocutore, dimostra empatia, umanità, comprensione, rispetto per le sensazioni che esprime e voglia di condividerle. Può essere molto utile anche chiedergli di “aiutarci a comprendere meglio le sue posizioni” (ponendoci in una posizione subalterna ma non d’inferiorità);
- Verifica la comprensione dei contenuti messi in campo con domande dirette (aperte!) al fine di favorire la sintesi del pensiero del suo pensiero e, nello stesso tempo, la tua comprensione (sempre con garbo e cortesia, evitando di essere aggressivi);
- Reagisci ai conflitti comunicativi in modo positivo, utilizzandoli come spunti per rinforzare le tue convinzioni e integrarle con nuove conoscenze;
- Crea col tuo interlocutore un relazione fisico-spaziale armonica (prossemica), se puoi, in un contesto accogliente per favorire un dialogo sereno.