Settembre 26, 2021
ANALISI PREVENZIONE

Maschi e femmine a confronto

Mi è capitato spesso di dover gestire squadre composte da bagnini maschi e femmine. Ho sempre rifiutato lo stereotipo che continua tuttora a considerare le donne   “meno adatte a certi ruoli”. L’equivoco, a mio parere, affonda le sue radici nella formazione delle risorse umane e molto spesso nell’organizzazione del lavoro!  

Nonostante le selezioni del personale in ambito di lavoro (e la nostra Costituzione) non prevedano distinzioni di sesso, spesso nelle strutture di ricezione turistica con stabilimenti balneari e piscine, i proprietari, in accordo con i responsabili di settore, decidono di selezionare ragazzi e ragazze per ruoli ben distinti fra loro. Quali? Per lo più l’assistenza nelle piscine, in particolare quelle dedicate ai più piccoli.

IL PRIMO ERRORE è quello di attribuire alle ragazze un istinto materno capace di instaurare un rapporto migliore con i bambini. E’ una convinzione da sfatare assolutamente! Non possiamo attribuire ad una giovane bagnina di salvataggio un naturale e presunto istinto materno che la porterebbe a gestire meglio il rapporto con i bambini.

 L’idea che una ragazza, rispetto ad un ragazzo, sia più cortese o capace di gestire situazioni riguardanti i bambini e le relative apprensioni dei familiari, è priva di fondamento! 

ATTENZIONE: secondo molti scienziati, infatti, per quanto l’istinto materno sia presente nel codice genetico delle donne, esso viene attivato solo durante la gravidanza e nel momento del parto, così come gli uomini sviluppano l’istinto paterno solo con la presa di coscienza di aver messo al mondo una creatura da proteggere e indirizzare nella vita.

La gestione dei bambini in acqua e fuori dall’acqua non dipende dal sesso dell’operatore, semmai dal suo carattere, dalla sua formazione e dalla sua competenza specifica. Ho visto ragazzi lavorare con i bambini con maggior competenza di una levatrice e ragazze più maldestre di un elefante in una cristalleria!

IL SECONDO ERRORE consiste nel ritenere il contesto “mare” più difficoltoso dal punto di vista sia fisico sia mentale. Molto discutibile. In primis non è assolutamente vero che lavorare in piscina sia meno faticoso rispetto al lavoro di spiaggia (soprattutto dal punto di vista mentale. Fra l’altro, statisticamente risultano più incidenti in piscina che al mare!). In secondo luogo, dobbiamo distinguere i due tipi di forza, e di conseguenza, considerare l’opportunità di svariate tipologie fisiche (ma questo vale sia per i maschi sia per le femmine).

E allora, assistenti bagnanti maschi e femmine possono lavorare bene insieme?

Partiamo da un presupposto: per assolvere la funzione di Bagnino di Salvataggio, una ragazza brevettata equivale esattamente ad un ragazzo con il medesimo brevetto. Non ci sono distinzioni dal momento in cui entrambi hanno superato le prove psico-fisiche per ottenere il brevetto, nonché dimostrato la propria preparazione sugli argomenti affrontati durante il corso.

Diversa è la situazione in cui, alle classiche funzioni di bagnino di salvataggio, si aggiungono mansioni operative che prevedono importanti e continuativi sforzi fisici. In questo caso la selezione dei bagnini dovrà essere più attenta e non solo in riferimento alle ragazze ma, come scrivevo sopra, anche fra i ragazzi.

Detto questo, voglio offrire qualche elemento in più a tutti i miei colleghi al fine di selezionare e gestire correttamente la propria squadra

Approfondendo l’aspetto maschio/femmina dal punto di vista psicologico e comportamentale, ho verificato quanto sia importante gestire i due sessi insieme ma in modo diverso per ottenere gli obiettivi desiderati.

Assistenti bagnanti maschi e femmine: due mondi completamente diversi

Un aspetto poco conosciuto e di conseguenza molto trascurato, riguarda il modo in cui gli uomini in generale affrontano le problematiche rispetto alle donne: i primi tendono ad utilizzare solo l’emisfero razionale del cervello, le seconde utilizzano insieme all’emisfero razionale anche quello emotivo. E’ un aspetto che non deve essere mai trascurato da un responsabile che è chiamato a guidare una squadra “mista”. Anzi, è importante avere la capacità di modulare gli obiettivi anche in riferimento a questo aspetto tipico della natura femminile.

Valutiamo alcuni aspetti importanti nell’economia del lavoro di squadra 

La forza e la capacità di controllo da parte di un uomo e di una donna sono completamente diverse: in un uomo la perdita di controllo genera spesso una reazione fisica violenta e sconsiderata. Nella donna, in genere, determina pianto e disperazione contenuta. Ma si tratta di due facce della stessa medaglia: la perdita del controllo.

Attenzione però, se andiamo ad approfondire l’argomento, ci accorgiamo che la donna dimostra di avere maggiore capacità di controllo, in senso generale. Quello che mi preme chiarire è: se per l’uomo lo stimolo maggiore risiede nella soddisfazione del proprio orgoglio e nell’esaltazione della propria autostima, nella donna intervengono altri fattori.

Capire questo aspetto significa prendere coscienza che qualsiasi problematica e obiettivo sarà affrontato da una bagnina di salvataggio, comporterà un coinvolgimento di tipo razionale ma anche emotivo. La donna (al netto di evidenti differenze fisiche riconducibili alla forza fisica) non ha meno forza dell’uomo, soprattutto se consideriamo questa caratteristica un perfetto mix tra forza fisica e forza mentale.

Spesso una donna reagisce agli stimoli con maggiore lucidità e tecnica mentre l’uomo fa riferimento maggiormente all’impeto della sua forza fisica.

Non esiste situazione relativa al salvataggio in mare in cui una bagnina non possa svolgere le stesse funzioni di un bagnino, così come nelle operazioni di primo soccorso.

Naturalmente, quando i servizi sono tanti e le squadre sono numerose, non  è semplice gestire le differenze di sesso. Occorre metodo, organizzazione ed evitare situazioni che possano evidenziare differenze di trattamento fra i componenti.

A questo punto non mi resta che augurare “buona selezione” a tutti i responsabili di assistenti bagnanti, ricordando sempre che una scelta oculata dei ruoli e la sinergia fra i due sessi può risultare il reale valore aggiunto per la squadra.

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