CURIOSITÀ PREVENZIONE

LA FORMAZIONE È INUTILE SENZA CONTROLLI

Sembra quasi di parafrasare la celebre campagna pubblicitaria che lanciava lo slogan “La potenza è nulla senza controllo”. A dire il vero le similitudini sono evidenti. Ci stiamo abituando a demandare tutto ad una tecnologia sempre più performante per essere ancora più rapidi e produttivi. L’intelligenza naturale di ogni individuo cede il passo a quella artificiale per assecondare una trasformazione sociale epocale. Tuttavia, anche se la tecnologia risulta utile ed efficace in molti contesti formativi (e la utilizziamo in svariati contesti della nostra vita quotidiana), non sempre la sfruttiamo per verificare i suoi effetti proprio in materia di formazione e sicurezza.

TANTE CARTE, POCA CAPACITÀ ED EFFICIENZA

Ci affanniamo a formare persone, a rilasciare qualifiche ed attestati senza preoccuparci troppo delle reali competenze fornite e, ancor più, senza monitorarle nel tempo con attenzione. Dedicarsi alla formazione dei lavoratori, nel rispetto dei protocolli ufficiali, dovrebbe consentire di avere sempre collaboratori capaci di svolgere nel modo migliore e più sicuro le proprie mansioni. Purtroppo spesso le carte e gli attestati di partecipazione o di qualifica non sono in linea con le capacità operative degli operatori/lavoratori.

Non è solo importante svolgere formazione (requisito imposto dalla legge in materia di salute e sicurezza sul lavoro) quanto prestare attenzione in particolare, a due aspetti:

  1. VERIFICARE gli effetti della formazione erogata/ricevuta i corsi di formazione professionale, soprattutto quelli sulla sicurezza (ma anche glia altri!) devono portare il corsista ad avere competenze specifiche sull’argomento trattato. Non verificare le sue effettive conoscenze e capacità pratiche, o sorvolare su di esse, è inaccettabile oltre ad essere un “rischio” per tutti. Inoltre, un lavoratore incapace di mettere in pratica le indicazioni ricevute durante un corso di formazione, finisce per  screditare il suo ruolo e la categoria lavorativa/professionale che rappresenta.
  2.  MONITORARE  la formazione (aspetto troppo spesso trascurato). Si tende ad erogare corsi di formazione e a rilasciare qualifiche per poi aspettare la scadenza della loro validità e affrettarsi al rinnovo (solo al fine di osservare la legge che lo impone e non incorrere in provvedimenti sanzionatori), lasciando in secondo piano l’aggiornamento di argomenti considerati acquisiti (ma, qualora recepiti tempo addietro, in larga parte dimenticati). Il cosiddetto “pezzo di carta” (l’attestato, il diploma, il brevetto…) non garantisce sempre la competenza di chi lo ottiene. L’unico modo per verificarlo, è controllare l’effettiva applicazione di certe regole e monitorare costantemente le capacità di chi ha conseguito una determinata qualifica professionale. Per quanto oneroso, è il modo migliore per avere a disposizione lavoratori sempre efficienti, rispettosi delle normative vigenti in materia di sicurezza sul lavoro e scongiurare incidenti.

POCHI CONTROLLI, POCA SICUREZZA

Dedicarsi ad un’attenta formazione in materia di sicurezza, prevenzione e soccorso senza verificare i suoi effetti, e ancor più, senza monitorare costantemente la corretta applicazione delle norme impartite agli operatori qualificati, induce anche i lavoratori più attenti e responsabili, ad assumere comportamenti sempre più distanti dai protocolli di sicurezza.

Ovviamente, imprenditori e datori di lavoro sono obbligati dalla legge a prestare sempre grande attenzione a tutti gli aspetti relativi alla salute e alla sicurezza dei lavoratori e delle persone che gravitano all’interno della loro attività. Tuttavia se non iniziamo a considerare la formazione in materia di sicurezza una risorsa per le le nostre comunità (e non solo un onere) e non dedicheremo , la massima attenzione ai pochi aspetti evidenziati, non potremo mai parlare di eccellenza e sicurezza dei servizi offerti dalle nostre imprese.

Articoli correlati

Leave a Comment