Sicuramente, uno degli aspetti più negativi dell’iper produzione di articoli, favorita dal commercio globale sviluppato su piattaforme informatiche, risiede anche nella scomparsa di tantissime attività manuali e di tutto ciò che hanno rappresentato per la formazione di intere generazioni. E mentre la tecnologia avanza a grandi passi, noi corriamo il rischio di formare comunità composte da persone che avranno “tanto cervello e poca manualità “.
Sembra che non ci sia più spazio per l’arte del costruire, riparare, creare con le proprie mani. Si acquista, si usa finché dura e si butta… per poi comprare nuovamente!
UN CICLO PERVERSO
Un ciclo perverso che interessa la maggior parte dei prodotti di ogni settore merceologico. Tutti ci lamentiamo di come, ormai, le industrie costruiscano apparecchi escludendo la possibilità di effettuare riparazioni su di essi ma inevitabilmente, siamo stritolati dalla necessità (talvolta dal vezzo) di cavalcare quest’onda malefica dell’acquisto compulsivo e spesso ingiustificato che sta avvelenando il nostro pianeta!
Sembra che molti oggetti vengano progettati e costruiti per rompersi qualche giorno
dopo la scadenza della “famigerata” garanzia e, neanche a dirlo, senza avere la possibilità di riparare l’oggetto. È incredibile, per seguire progresso e tecnologia abbiamo dovuto rinunciare alla nostra manualità e creatività.
Anche cambiare una lampadina è diventata un’operazione difficile per le nuove generazioni e, talvolta, anche per quelle più anziane che si sono adeguate con estrema rapidità ai nuovi stili di vita.
STIAMO MODIFICANDO LA NOSTRA POSTURA ERETTA
Trascorriamo intere giornate chinati su tastiere a premere tasti compulsivamente, ipnotizzati davanti a monitor e telefonini che sono riusciti a modificare anche la nostra “postura eretta” in tempi da record rispetto ai classici stadi evolutivi della specie umana!
C’è la tendenza comune a cercare, fra milioni di offerte a disposizione sul web, quella migliore e più conveniente al fine di sostituire tutto ciò che si rompe o danneggia, acquistando nuovi prodotti con grande scioltezza al grido: “Tanto non si può riparare! E poi, costerebbe più ripararlo che comprarlo nuovo!”.
Sono certo che un uso corretto della tecnologia può migliorare il mondo ma sono anche convinto che sia
giusto “modulare” un processo tecnologico-economico-commerciale troppo violento che esalta il “superfluo”.
Se ci pensate bene, non siamo quasi più in grado di scrivere con carta e penna tanto ci stiamo abituando a premere tasti senza usare le mani in modo creativo. Faccette disegnate che ci tolgono anche il “fastidio” di premere tasti, violentando la fantasia e omologando la comunicazione.
E IL NOSTRO CERVELLO?
Il nostro cervello sta perdendo la sua capacità di risolvere problemi pratici, sta perdendo, in altre parole, la sua creatività. Non è un bel segnale! Mi spaventa l’idea di far parte di una comunità di cervelloni capaci solo di ottimizzare processi produttivi, fare statistiche, guardare monitors e premere tasti… mentre il mondo in cui viviamo perde umanità, creatività e purezza.
Io continuo a credere che i cervelli più interessanti siano quelli capaci di usare le mani in modo creativo!




