Ottobre 17, 2021
ANALISI PREVENZIONE

Giochi gonfiabili sempre più grandi

Secondo autorevoli statistiche, la stagione estiva 2019 sarà ricordata sulle spiagge italiane anche per la presenza di giochi gonfiabili sempre più grandi.

Non mi riferisco a parchi acquatici o giochi gonfiabili ad uso pubblico ma a quei giochi gonfiabili che da sempre i genitori comprano ai propri figli per rendere più piacevole la loro permanenza in spiaggia.

Potrebbe sembrare un’indicazione superflua ma questi dati statistici offrono inquietanti elementi di riflessione. Sembra che ci stiamo dirigendo verso una nuova frontiera dell’ostentazione umana.

Addio a salvagente e materassini dalle dimensioni “umane”, addio anche alle scene indimenticabili di papà “paonazzi” intenti a pigiare sulla pompa a soffietto per dare forma a materassini e canotti.

Sembrano ormai lontanissimi quei  momenti  in cui adulti e bambini interagivano attraverso una reciproca attività ludico-esplorativa. Superata, infatti, l’idea che genitori e figli possano ancora giocare insieme con palette e secchielli, formine di stelle marine, conchiglie, torte di sabbia, piste degne dei migliori ingegneri faticosamente realizzate sotto il sole a picco per competizioni all’ultima pallina (con, all’interno, la foto del proprio corridore del cuore).

Si cambia completamente abitudini!

Il salvagente a forma di paperella lascia il posto a riproduzioni “giganti” di fiabeschi animali acquatici ma anche di torte, pizze e quant’altro, tutto rigorosamente di plastica in formato XXL.

  • Non sono più i bambini a farne uso, vista anche la difficoltà di movimentazione dovuta al peso e alle dimensioni, bensì i nuovi “genitori bambini” come vengono definiti da illustri psicologi e pedagogisti.
  • Non basta più la pompa a soffietto ma nelle spiagge si cerca disperatamente un “compressore” per gonfiare in fretta il cigno di due metri e più (a bocca ormai non si gonfia più neppure una coppia di minuscoli braccioli).

Anche in questo caso tecnologia e progresso ci bombardano col proliferare di siti che esaltano l’uso di questi giochi gonfiabili da spiaggia scomodi, poco sicuri ma soprattutto usati pochissimo (sembra che l’importante sia solo manifestarne il possesso!) che determinano un aumento di inquinamento da plastica spesso di dubbia provenienza.

Madrine e promotrici di questi fenomeni sono il più delle volte blogger senza scrupoli o aziende alla ricerca costante di facili profitti. Ci sono però anche blogger illuminati, autorevoli psicologi, sociologi, associazioni a tutela dell’ambiente e della famiglia che ci aiutano ad evidenziare la pericolosa tendenza all’uso inconsapevole di oggetti di cui non valutiamo affatto il reale impatto sulla nostra vita, l’effetto inquinante per le nostre terre, i nostri mari e soprattutto l’allontanamento da strumenti e processi formativi.

La cosa più disarmante è che tutto tende miseramente all’apparire e in questo, purtroppo, i bambini non possono far altro che emulare i propri genitori. Bambini con gli occhi costantemente incollati sui cellulari gridano in continuazione la propria scarsa educazione, prepotenza, ignoranza ed insoddisfazione. Di di tanto in tanto vengono messi come come trofei su cigni, fenicotteri, unicorni giganti. Non riescono neppure a rimanerci in equilibrio tanto sono scomodi e difficili da gestire per un bambino.

Sembra che la loro funzione non sia quella di far divertire il bambino, quanto quella di ostentare il gonfiabile più “esagerato”! Non importa se per averlo a disposizione bisogna affittare un posto auto, se per portarlo in acqua occorrono tre persone ed è necessario spostare persone ed attrezzature per passare attraverso le file di ombrelloni.

Eppure con i mitici canotti imparavano almeno i rudimenti della voga!  Ormai sembra che nelle spiagge italiane ci sia sempre meno divertimento, giochi gonfiabili sempre più grandi e bambini sempre più spenti.

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