Luglio 27, 2021
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In piscina senza correre il rischio di toccare il fondo

Con la riapertura delle attività stagionali estive, torna l’attenzione su tutti i possibili rischi  della balneazione. Quando parlo di balneazione mi riferisco a tutte le situazioni in cui un individuo decide d’immergersi in acqua, sia essa di mare, di fiume, di lago e naturalmente di una piscina.

Si tratta di ambienti acquatici in cui spesso i pericoli sono generati dall’inesperienza, dalla distrazione e talvolta anche dall’incoscienza dei bagnanti. Tuttavia può anche capitare che una errata gestione di un impianto natatorio possa determinare situazioni pericolose.

Prima di entrare nel vivo dell’argomento, voglio ricordare a tutti l’importanza di frequentare strutture qualificate con personale competente e ben addestrato, capace di gestire le strutture, gli impianti e le persone che accolgono al loro interno nel rispetto assoluto delle normative vigenti.

Esistono nel nostro Paese una serie di norme che stabiliscono sia dal punto di vista impiantistico-strutturale, sia da un punto di vista umano-professionale, le procedure da seguire al fine di limitare al massimo incidenti ed infortuni.

Anche se le statistiche evidenziano che nelle piscine gli incidenti sono più frequenti che in mare, il più delle volte ce ne accorgiamo solo a seguito di tragici accadimenti. E’ proprio a causa di, seppur sporadici tragici incidenti, voglio chiarire un argomento che negli ultimi anni ha determinato nei frequentatori di piscine un certo allarmismo (a mio parere ingiustificato!): i sistemi di aspirazione e le valvole di fondo (quelle griglie e quei buchi sulle pareti e sul fondo di ogni piscina).

Per capire come possono accadere certi incidenti è necessario per prima cosa capire cosa sono le piscine

Si tratta, in sintesi, di impianti che appaiono come enormi vasche artificiali piene d’acqua (dolce o salata), di diverse forme e dimensioni a seconda dell’utilizzo a cui sono destinate. Hanno  specifiche caratteristiche riferite alla costruzione ma anche all’impiantistica che consentono di garantire la sicurezza della struttura e soprattutto la salubrità dell’acqua di balneazione.

Per garantire all’interno delle piscine un’acqua che rientri nei parametri indicati dalla Comunità Europea e recepiti dall’Italia, negli impianti natatori (mi riferisco in particolare a quelli di uso pubblico e sportivo) è necessario monitorare costantemente i valori chimici delle acque di balneazione che devono rispettare precisi parametri riguardanti temperatura, cloro, PH e tutta una serie di valori che, grazie all’uso di strumenti elettronici di precisione, permettono di evidenziare in ogni momento lo “stato di salute” dell’acqua in vasca. Ma l’argomento che ha maggiormente allarmato le nostre comunità in questi anni riguarda i decessi a causa dell’errato utilizzo, in alcuni impianti, delle famigerate prese di fondo.

Cosa sono le prese di fondo in una piscina?

Sono quelle griglie che si vedono sul fondale delle piscine, generalmente tonde o quadrate. Possono essere piatte o concave (più sicure). Premessa: anche se l’acqua di una piscina potrebbe sembrare immobile, la sua enorme massa è in continuo movimento. Se così non fosse, basterebbe poco per avere un contenitore d’acqua poco salubre in cui andrebbero a proliferare microrganismi e batteri tipici delle acque stagnanti.

Il movimento dell’acqua all’interno di una piscina è determinato da complessi impianti meccanici ed elettronici, composti da centraline, motori, filtri e tubi di aspirazione che a seconda delle necessità, spingono o aspirano acqua all’interno della vasca per poi filtrarla e purificarla anche grazie all’uso di agenti chimici consentiti, o eliminarla quando si ritiene necessario. Le prese di fondo appaiono come due griglie generalmente di forma circolare collocate sul fondo delle piscine ad una distanza di almeno 2 metri l’una dall’altra che vanno a coprire dei pozzetti collegati a loro volta, attraverso tubi idraulici, ad uno o più motori.

Per tranquillizzare turisti e frequentatori di piscine sul funzionamento di questa parte dell’impianto di una piscina (mi riferisco alle classiche piscine con le prese di fondo collegate agli impianti di filtrazione, non ai parchi acquatici) voglio ricordarvi che prima della consegna di un impianto natatorio vengono fatti tutti i controlli ed effettuate tutte le prove affinché l’intero impianto risulti sicuro e funzionale per un uso pubblico.

PremessaAvere un impianto che prevede l’uso delle prese di fondo è sempre utile per i seguenti motivi:

  • rapida possibilità di svuotamento della vasca
  • alternativa (temporanea) ai sistemi di sfioro in superficie per il ricircolo dell’acqua
  • possibilità di far circolare l’acqua (ed eventualmente riscaldare) già in fase di riempimento
  • circolazione dell’acqua più omogenea in tutta la vasca (importante soprattutto per le piscine con bocchette d’immissione laterali e con elevate profondità).

Le prese di fondo consentono un ricircolo dell’acqua ed una pulizia anche sul fondo della piscina dove non arriverebbe la filtrazione superficiale effettuata tramite skimmer o canaline a sfioro. Collegando tutti i motori dell’impianto alle prese di fondo, esse potrebbero sviluppare una potente e pericolosa (per i bagnanti) aspirazione tale da trattenere sul fondo, in specifiche circostanze, anche il corpo di una persona. Si tratta però, di rarissimi episodi in cui qualcosa non ha funzionato correttamente.

Una cosa è certa! Se le prese di fondo sono presenti, il loro uso deve rispondere a specifici criteri di sicurezza nel rispetto delle normative vigenti.

Per coloro che intendono approfondire l’argomento, ricordo che esistono due norme tecniche di riferimento in Italia: UNI EN 13451-3 e UNI EN 16713-2 (e Patti d’Intesa Stato-Regioni). Per tutti, invece, è utile sapere che la normativa non impone nelle piscine l’impiego delle prese di fondo, stabilendo che il 70% della portata dell’impianto di circolazione dell’acqua deve, comunque, fluire attraverso i sistemi di ripresa superficiali (nessun problema se sarà anche il 100%), situazione che esclude possibili rischi di violente aspirazioni sul fondo della piscina!

Anche per le piscine destinate ad un uso privato, esiste la possibilità d’impiegare le prese di fondo ma sempre con l’obbligo di far circolare l’acqua prevalentemente dalle prese superficiali (1/3 dal fondo e 2/3 in superficie). Il cosiddetto “main drain” (scarico principale) deve essere utilizzato in combinazione con l’estrazione dell’acqua di superficie durante la filtrazione, ovvero, è vietato tenere in funzione soltanto le prese di fondo.

Come per tanti altri ambiti riguardanti la balneazione, anche su questo argomento restano dubbi interpretativi e mancano chiare indicazioni dei legislatori.

Sicuramente le attuali norme in materia di aspirazione nelle piscine, antepongono la sicurezza dei bagnati in modo da eliminare tutti i possibili fattori di rischio. Cosa significa? Vuol dire in sintesi che quando la piscina è in funzione, qualunque sia l’operazione che si sta svolgendo, la velocità di scorrimento dell’acqua in aspirazione non dovrà mai superare i  0,5 m/s.

Per quanto ogni proprietario o gestore di piscina è tenuto a rispettare tali norme (pena la chiusura oltre al procedimento penale a suo carico), non risulta ancora un obbligo, al fine di verificare l’efficienza degli impianti di aspirazione, effettuare i test specifici in prossimità delle prese di aspirazione (che siano di fondo o a parete) una volta messo in funzione l’impianto (anche se molti proprietari/gestori periodicamente lo fanno):

1) avvicinare alla presa di aspirazione una sagoma di materiale sintetico delle dimensioni di circa 285×90 mm che simula la consistenza del corpo umano. Un dinamometro di precisione rileverà la capacità della sagoma di staccarsi dalla presa di aspirazione che dovrà essere uguale o inferiore a 300 N (Newton).

2) prova di intrappolamento capelli fatta dal produttore della piscina per valutare la capacità di aspirazione di prese di fondo e sistemi di aspirazione a parete

3) verifica della velocità di aspirazione sulla griglia grazie ad un anemometro da acqua di precisione.

In CONCLUSIONE, vi consiglio di evitare inutili allarmismi su questo argomento. Come per molti altri servizi pubblici tipo la ristorazione, che frequentiamo molto spesso senza porci il problema, non è semplice verificare in tempo reale se chi ci sta offrendo il servizio lo sta facendo in modo professionale e corretto. Perché? Semplicemente perché non è il sapore della pietanza a garantirci che il cuoco in cucina abbia rispettato le basilari norme d’igiene. Allo stesso modo non possiamo sapere di fronte ad un tuffo in piscina se il bagnino o il responsabile della manutenzione dell’impianto abbia regolato le valvole di immissione/aspirazione dell’acqua correttamente (anche se è loro compito ed interesse farlo costantemente!).

Quello che, però, ognuno può fare per la propria tranquillità e sicurezza, è frequentare sia in vacanza sia durante il resto dell’anno, strutture gestite da seri professionisti che appaiono curate nell’aspetto e seguite da personale attento e disponibile. Fra l’altro vi consiglio sempre di parlare senza alcuna vergogna con le figure preposte alla salvaguardia della vostra incolumità (bagnini, gestori, direttori). Si tratta di persone che hanno a cuore la vostra sicurezza oltre che il vostro divertimento. Non c’è niente di male nel chiedere ad un bagnino (o al suo referente tecnico) informazioni relative alle aspirazioni della vasca in cui ci stiamo per immergere!

E diffidate sempre delle piscine in cui l’igiene appare scarsa, fuori e dentro l’acqua… ed in cui gli assistenti bagnanti non sono visibili, attivi e sempre presenti.

   

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