Dicembre 4, 2021
PREVENZIONE SOCCORSO

Come chiedere aiuto

Come evidenziato nell’articolo 0 del mio programma “to be safe“, voglio fornire a tutti un’idea chiara e semplice di ciò che significa soccorrere una persona in evidente stato di difficoltà. Non occorre essere medici, infermieri o soccorritori abilitati per dare il proprio contributo. Possono bastare poche poche azioni ben fatte per fare la differenza in un momento critico. Concentriamoci allora sulla prima azione da svolgere qualora ci troviamo in presenza di un individuo in pericolo di vita: come chiedere aiuto correttamente!

Per capire meglio l’importanza di un eventuale soccorso nei confronti di un individuo in evidente stato di difficoltà, va ricordato che  segnalare tempestivamente un incidente ai servizi specializzati è un vero e proprio dovere del cittadino, punito con l’art. 593 del Codice Penale alla voce Omissione di Soccorso).

Se a tutti può capitare di trovarsi a dover soccorrere una persona in preda ad un malore, tutti dovremmo sapere in linea di massima come comportarci

Nel parlare di primo soccorso mi riferirò inizialmente al BLS D, tecnica che previene e consente il trattamento di un arresto cardio-respiratorio nella fase iniziale (una vera piaga sociale che dobbiamo combattere con più determinazione alla luce dei circa 50.000 decessi annui nel nostro Paese).

Senza addentrarci nella selva oscura delle variabili che possono rendere un soccorso davvero difficile, anche per i più esperti soccorritori, voglio evidenziare le azioni che definiscono un comportamento corretto ed efficace per salvare una persona in pericolo di vita.

Mi è capitato spesso di sentire durante i corsi di BLS D la frase “Si ma poi, quando ti trovi con una persona priva di coscienza vai in panico e non capisci più niente!”. Certo, vi confermo che anche il personale sanitario o i soccorritori più esperti, di fronte a certe situazioni vivono una tempesta emotiva! Ma è proprio in questi casi che subentra la cultura della prevenzione e l’importanza della preparazione personale. Solo grazie alla “consapevolezza e alla conoscenza” possiamo rendere questa emotività funzionale all’evento.

E’ assolutamente necessario evitare improvvisazioni o praticare operazioni di cui non si conoscono le conseguenze. Dovete abbandonare il qualunquismo ed i cosiddetti “metodi della nonna” non sempre giusti e opportuni. Una persona in stato d’incoscienza o semincoscienza dev’essere trattata rispettando procedure ben precise.

Ma torniamo all’argomento principale di questo articolo: come chiedere aiuto! E’ un’operazione che può e deve svolgere chiunque, anche senza aver frequentato un corso di primo soccorso o BLS D

Potrebbe sembrare la cosa più semplice del mondo ma vi assicuro che in momenti concitati carichi di tensione e adrenalina anche “chiedere aiuto” può nascondere molte difficoltà e imprevisti. Tutti, però, anche i bambini dovrebbero conoscere questo aspetto del soccorso (rispettando le linee guida indicate dai protocolli ufficiali).

Mi piacerebbe riuscire a trasmettere l’importanza di certi comportamenti soprattutto ai più giovani. La voglia che hanno di scoprire i propri limiti, l’uso di bevande o sostanze che alterano lo stato psicofisico,  l’esuberanza e l’immaturità tipica di certe età, rendono alcuni contesti molto più a rischio.

Trasmettere ai ragazzi la conoscenza delle operazioni di primo soccorso, aumenterebbe automaticamente il livello di sicurezza di tutti i luoghi particolarmente affollati che sono soliti frequentare: scuole, palestre, stadi, locali d’intrattenimento, spiagge, ecc..

In fondo è più semplice di quanto possa sembrare. Anche se una persona non abilitata al soccorso e priva di nozioni in materia non può prendersi la libertà d’intervenire con tecniche “improvvisate” su una persona incosciente, può fare una cosa estremamente importante per essere d’aiuto! Un contributo fondamentale: allertare i soccorsi, chiedere aiuto!

Come chiedere aiuto?

  • Prima di ogni cosa, se necessario e nel modo che indicherò nelle prossime righe, allontanare l’infortunato da potenziali situazioni ambientali pericolose (fumi, fuoco, acqua, contatti elettrici, strutture pericolanti…) .

* COSA FARE QUANDO SIAMO DA SOLI CON L’INFORTUNATO

  1. Chiamare a gran voce qualcuno che nelle immediate vicinanze possa raggiungerci e aiutarci nelle operazioni (meglio se un medico o un soccorritore).
  2. Restare accanto all’infortunato ed allertare personalmente e tempestivamente il numero di emergenza (112/118). Come vedremo in seguito il fattore tempo è un elemento fondamentale (solo se non siete in possesso di un telefono, vi allontanate  dall’infortunato per allertare in qualche modo il 118).

* COSA FARE QUANDO SIAMO CON L’INFORTUNATO IN PRESENZA DI MOLTE PERSONE

  1. Se siete gli unici ad accorgersi dell’incidente, e tutti intorno a voi sono distratti da altro, chiamare aiuto a gran voce e chiedere se  fra i presenti c’è un medico o un soccorritore.
  2. Se non è presente né un medico né un soccorritore e non potete chiamare personalmente il numero di emergenza, rivolgetevi direttamente ad una persona per far chiamare subito 112/118. RICORDATE, non dovete mai dire a tutti i presenti “chiamate il 118!” (lo chiamerebbero in tanti con sovraffollamento di linee telefoniche e indicazioni confuse) ma ad una persona  esatta scelta fra tutte “tu, chiama il 118 e riferisci che…”.

Cosa comunicare all’operatore del 112/118:

  1. stato di coscienza dell’infortunato (se reagisce agli stimoli fisici e vocali oppure è privo di coscienza)
  2. sesso dell’infortunato
  3. età (indicativa)
  4. come appare ai nostri occhi di semplice osservatore l’infortunato (se presenta ferite da taglio, ustioni, tumefazioni, fratture…)
  5. indirizzo del luogo del ritrovamento o dell’incidente (o coordinate geografiche il più precise possibile se in mare o in luoghi all’aperto)
  6. se ne siamo a conoscenza, indicare eventuali difficoltà legate alla viabilità (traffico o strade dissestate) per raggiungere il posto con l’ambulanza
  7. altre eventuali utili informazioni che possono rendere più rapido ed efficace l’intervento del 118

Esempio di chiamata al 118

ATTENZIONE: cosa fare nello specifico per spostare un infortunato che si trova in una situazione di pericolo ambientale (incendi, fumi, strutture cadenti, elettricità, acqua, folla incontrollata…):

  • se sospettiamo lesioni alla colonna vertebrale o trama cranico, si consiglia di non spostare l’infortunato (soprattutto se in assenza di personale sanitario).
  • Nel caso in cui fosse assolutamente necessario lo spostamento, bisogna mantenere sempre colonna vertebrale e collo dritti evitando qualsiasi rotazione (è un’operazione che andrebbe svolta da più persone, facendo scivolare una barella, una tavola o un qualsiasi piano rigido sotto l’infortunato per poi immobilizzarlo con fasce o cinghie in modo da non farlo girare o ruotare.
  • Evitare di tamponare eventuali fuoriuscite di sangue da naso, orecchie e bocca (che potrebbero evidenziare traumi interni).
  • Non somministrare liquidi.

E’ utile sottolineare che, se non siete dei soccorritori abilitati e vi trovate ad assistere  una persona in pericolo di vita, dal momento in cui intervengono sulla scena medici o soccorritori qualificati, dovete assolutamente lasciare gestire a loro la scena senza creare intralci e restando a completa disposizione per una eventuale collaborazione.

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