Novembre 28, 2022
PREVENZIONE

Comunica col bagnino di salvataggio

Il Bagnino di Salvataggio o Assistente Bagnanti è una figura che concentra su di se una serie di atteggiamenti davvero contrastanti. Eppure stabilimenti balneari e piscine pubbliche, secondo la legge italiana, non possono offrire servizi senza la sua presenza! Il mio consiglio è quello di stabilire con questa figura un rapporto di reale collaborazione, al fine di tutelare maggiormente la vostra sicurezza.

Non voglio addossare la colpa di atteggiamenti ostili verso i bagnini solo ai turisti o ai frequentatori degli stabilimenti balneari. Può anche capitare che il comportamento poco professionale di alcuni bagnini induca qualcuno a reagire in modo scomposto, talvolta pericoloso per entrambi.

E’ necessario, per la sicurezza delle nostre spiagge, recuperare questo tipo di relazione. Come? E’ più semplice di quanto possa sembrare.

Tutti coloro che decidono di frequentare uno stabilimento balneare dovrebbero iniziare a guardare i bagnini di salvataggio come un reale valore aggiunto alla sicurezza durante la loro permanenza in spiaggia. Inoltre, un bagnino di salvataggio competente, può rivelarsi un ottimo interlocutore per migliorare le proprie conoscenze sull’ambiente marino ma anche in ambito di prevenzione e soccorso in contesti acquatici.

Ho già evidenziato in alcuni articoli l’importanza di rivalutare la figura del bagnino di salvataggio e quali sono gli atteggiamenti da evitare all’interno di uno stabilimento balneare. Quello che voglio puntualizzare in questo articolo è, invece, l’importanza della comunicazione.

Per favorire la collaborazione fra bagnini e utenti delle strutture balneari, è necessario riscoprire una corretta comunicazione fra le parti. E’ un elemento di prevenzione infallibile. Potrebbe sembrare superficiale come approccio ma vi assicuro che non lo è affatto.

Vi svelo questo “uovo di Colombo” spesso trascurato e poco considerato 

PREMESSA: il numero dei bagnini di salvataggio che le Ordinanze di Sicurezza Balneare prevedono sulle nostre concessioni è sorprendentemente basso riferito al potenziale numero di persone che fanno il bagno nello specchio acqueo antistante la loro postazione. Capita di avere in servizio un bagnino di salvataggio ogni 150 metri lineari di fronte-mare e avere potenzialmente in quella concessione più di 500 persone in acqua. Ora vi chiedo: come può un bagnino di salvataggio con 2 occhi, 2 braccia e due gambe controllare da solo 500 persone in mare e garantire a tutti la medesima attenzione e sicurezza?! Neanche un robot con 13 occhi ci riuscirebbe! Ecco allora che in attesa di nuove disposizioni che possano incrementare il numero dei bagnini sulle spiagge o ridurre gli spazi da controllare, è necessario attuare metodi che possano limitare il problema.

Trent’anni di gestione di stabilimenti balneari mi hanno permesso di analizzare a fondo certe dinamiche.

COMUNICARE COL BAGNINO DI SALVATAGGIO AUMENTA LA NOSTRA SICUREZZA!

  • Chi arriva da un Paese straniero ed è abituato ad altre regole, dovrebbe farlo presente al bagnino. E’ vero che esiste una cartellonistica di sicurezza multilingue con le informazioni base ma è anche vero che alcuni potrebbero non capirle o non leggerle. Inoltre potrebbero non comprendere eventuali richiami vocali (ad esclusione dell’universale fischio, spesso confuso con quello di alcuni venditori ambulanti che, con i medesimi fischietti dei bagnini, richiamano l’attenzione). Non è necessario che il bagnino conosca tutte le lingue del mondo (l’inglese è opportuno) tuttavia è opportuno che sia consapevole di quali persone non lo capiscono quando parla per cercare le contromisure al problema.
  • Chi è portatore di una disabilità motoria che, comunque, non gli impedisce di fare il bagno (anche grazie alla collaborazione di un familiare o tutor), è opportuno che faccia presente al bagnino ogni volta che si appresta ad entrare in acqua. Gli consentirà di controllare con più attenzione ed intervenire con maggiore tempestività e coscienza, se necessario.
  • Coloro che hanno particolari patologie, apparentemente non invalidanti, che permettono di fare tutto liberamente ma che potrebbero manifestarsi in condizioni di forte stress psico-fisico. E’ utile comunicarlo al bagnino (in prima persona o facendolo fare a qualcuno per loro conto). Es: un cardiopatico, un epilettico, uno schizofrenico, una persona con alterazioni della pressione arteriosa o che sa di avere particolari allergie (e tanti altri). Permetterà al bagnino di consigliare le attività meno rischiose con la massima discrezione. E comunque gli consentirà di agire, in caso di problemi dovuti alle loro patologie, con più sicurezza. Inoltre,  il bagnino potrà fornire informazioni più precise al 112/118 al fine di un tempestivo ed efficace intervento dei soccorsi avanzati.
  • Un ottimo nuotatore in perfetta forma fisica può tranquillamente evitare di comunicare al bagnino particolari informazioni sul suo stato di salute MA SE intende nuotare spingendosi al limite delle acque riservate alla balneazione senza boa di segnalazione e per un tempo prolungato ALLORA è opportuno farlo presente al bagnino che presterà particolare attenzione evidenziando i rischi.

Capisco che, in molti casi, la timidezza o il desiderio di nascondere determinate condizioni personali spingono la maggior parte delle persone ad evitare questo tipo di comunicazione ma credetemi, poche parole possono evitare situazioni molto pericolose e rendere più efficace, all’occorrenza, le operazioni di primo soccorso dei bagnini di salvataggio e l’intervento dei soccorsi avanzati!

Consiglio vivamente a tutti di collaborare con gli assistenti bagnanti e rispettare certe regole per favorire una frequentazione degli stabilimenti balneari serena e sicura. Potete chiedere a loro qualsiasi informazione riguardante i comportamenti da assumere o per la consultazione delle ordinanze di sicurezza balneare, dei protocolli di sicurezza e dei regolamenti interni.

 

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