Luglio 27, 2021
PREVENZIONE SOCCORSO

Cosa fare quando l’infortunato respira

Nell’articolo “2” del programma informativo “to be face” ho scritto di quanto sia importante guardare con attenzione l’infortunato per capire in che stato si trova.

Adesso la domanda è: cosa fare quando ci accorgiamo che l’infortunato respira?

Se l’infortunato respira, i casi possono essere 2 (con le rispettive variabili):

  1. respira ed è cosciente
  2. respira ma non è cosciente

1° caso: respira ed è cosciente. Prima di tutto, come possiamo definire una persona cosciente durante un infortunio? Si può definire cosciente una persona che:

  • tiene aperti gli occhi autonomamente
  • dialoga in modo coerente e sensato
  • si muove in modo spontaneo e coordinato

Potremmo incontrare, però, anche una persona semicosciente (in stato di coscienza alterato). In questo caso avrete di fronte un soggetto che:

  • aprirà gli occhi solo se stimolato (fisicamente o verbalmente)
  • dialogherà in modo confuso ed insensato
  • eseguirà movimenti non rispondenti alle indicazioni impartite

Se, come ho già detto nei precedenti articoli, una volta preso per le spalle, scosso lievemente e chiamato a voce alta, l’infortunato reagisce agli stimoli e ci rendiamo conto che è cosciente o in uno stato di coscienza alterato, è possibile procedere con le seguenti operazioni (sempre dopo aver fatto una valutazione ambientale ed averlo sottratto da situazioni di pericolo):

  • controllare la presenza di gravi lesioni e tamponarle in attesa dei soccorsi avanzati 
  • parlargli e rassicurarlo di essere in buone mani e che presto arriveranno i soccorsi avanzati per assisterlo
  • invitarlo a tenere gli occhi aperti e a parlare con voce alta scandendo le parole

2° caso: respira ma non è cosciente. Come possiamo definire una persona priva di coscienza? Ci sono 3 modi principali:

  • non tiene gli occhi aperti
  • non esegue ordini
  • non risponde a stimoli fisici e verbali

In questo caso, una volta escluse lesioni alla colonna vertebrale (la scena del ritrovamento potrà fornirci importanti indicazioni in merito), procederemo ponendo il soggetto in posizione laterale di sicurezza, sempre cercando di mantenere testa, collo e colonna in asse.

Perché si ricorre alla posizione laterale di sicurezza:

  • previene il rischio di soffocamento a causa di eventuali rigurgiti di materiale gastro-intestinale
  • evita l’occlusione delle vie aeree da parte della lingua che, in questa situazione a causa del rilassamento muscolare, tende a retrocedere.

Come si esegue la posizione laterale di sicurezza:

  1. una volta messo il soggetto disteso in posizione supina (pancia in su) con le braccia lungo i fianchi, basta inginocchiarsi a fianco dell’infortunato, sollevargli il braccio più vicino a noi verso l’alto (sopra la sua testa) con il dorso della mano a terra ed il palmo in su
  2. prendere l’altro braccio ed appoggiare la mano sulla spalla opposta sulla clavicola, facendo poggiare il dorso della mano indicativamente sulla guancia
  3. prendere la gamba più distante da noi e piegarla sollevando il ginocchio (ad angolo acuto “∧”) 
  4. ruotare il soggetto tirandolo verso di noi, facendo forza sul ginocchio sollevato e la spalla corrispondente
  5. monitorare ed annotare i segni vitali (respirazione e polso) nell’attesa che arrivi il 118. Non bisogna mai disinteressarsi del soggetto prima dell’arrivo dei soccorsi avanzati, potrebbe perdere coscienza da un momento all’altro e cambierebbero radicalmente le azioni da svolgere (RCP).

L’infortunato si ritroverà, generalmente, in una posizione in cui potrà espellere lateralmente e senza rischio di soffocamento, eventuali liquidi rigurgitati. Inoltre la lingua si posizionerà in modo da non occludere le vie aeree.   

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