Agosto 9, 2022
ANALISI PREVENZIONE

Covid 19, quarto potere, scienza e viaggi

Il MARE e le SPIAGGE aspettano il loro turno. Questi sono i giorni del Covid 19, della comunicazione, degli scienziati e, purtroppo, anche dei viaggi annullati!

Ognuno esprime la propria opinione sulla gestione di questa situazione di emergenza ormai mondiale. Stampa, televisione, internet… tutti ad aggiornare in tempo reale lo stato di avanzamento del virus e le contromisure messe in campo.

Mi chiedo!

Esclusi i primi giorni in cui tutto appariva così distante da noi e poco condizionante, non sento parlare più di come questo “regale virus” abbia messo sotto scacco il genere umano! Certo, capisco che tutto è in fase di studio ma vorrei che il mondo dell’informazione possa seguire con la stessa attenzione dedicata alla politica o allo sport, anche il work in progress scientifico di questo fenomeno.

Tutti concentrati su dinamiche organizzative in cui fondamentalmente non abbiamo voce in capitolo e a cui dobbiamo semplicemente attenerci (se il nostro DNA di popolo refrattario al rispetto delle regole ce lo permette).

Passiamo ore ed ore a deprimerci, ad ascoltare come avanza il virus, chi è stato contagiato, dove, perché, quali sono le limitazioni. Ciò che più mi deprime, ancor più delle normali preoccupazioni collegate alla gestione della mia vita personale e lavorativa, è pensare che in questo momento non ho la libertà di visitare il Mondo e le sue bellezze!

Probabilmente l’informazione per la massa è “dopata” e trascura le tesi di illustri ricercatori e scienziati che evidenziano come tutto questo possa essere il risultato di comportamenti umani poco responsabili, di sfruttamento spropositato della natura e delle sue risorse, di disinteresse verso lo stato di abbandono di intere popolazioni che vivono in assenza delle minime condizioni di salute e di beni primari… mi è capitato di viaggiare in posti simbolo della new economy in cui l’80% della popolazione non ha neppure acqua per bere, in posti in cui l’UNESCO ha bollato i suoi “prodotti” che si ergono come cattedrali nel deserto e in cui le condizioni sociali, igieniche e sanitarie sono inimmaginabili!

Eppure voglio continuare a viaggiare, voglio sapere anche cosa è opportuno fare e cosa assolutamente no durante i miei viaggi. Viaggiare per me significa scoprire, imparare, integrarsi, sperimentare (e non vi nascondo che alcune volte le sperimentazioni sono obbligate!). Voglio che il mio buon senso di viaggiatore possa essere aiutato dalle istituzioni, dalla scienza… vorrei non correre il rischio di ammalarmi o essere contagiato da chissà quale batterio solo perché mangio un pasto seduto a terra “con nuovi amici” e bevo acqua non potabilizzata, voglio evitare che io stesso possa trasformarmi in un “untore” rientrando a casa.

Considerando che in questi giorni restiamo a casa ed “è cosa buona e giusta!”, vorrei assistere a programmi che mi chiariscono perché certi Stati riescono a trovare accordi e fondi per per la Via della Seta e poi vengono “bloccati da un pipistrello”!

Perché non evidenziate le condizioni in cui vivono certi popoli che potrebbero essere, loro malgrado, la vera causa di certe pandemie ma non lesinate informazioni super dettagliate sulle conseguenze dello stop ai campionati di football?!?
Vorrei  semplicemente capire qualcosa in più il perché di determinate situazioni sociali che affliggono il mondo e che inspiegabilmente vengono evidenziate solo per un caritatevole 5×1000!

E’ vero, certi fenomeni sono ricorrenti nel corso della storia ma è anche vero che la stessa storia dovrebbe insegnarci qualcosa… e che probabilmente una corsa senza freni verso un’economia globale a vantaggio di una piccola percentuale di popolazione mondiale ci sta distruggendo.

Ragazzi, in questa folle corsa dobbiamo dare una mano a chi è rimasto indietro, la natura stessa ce ne renderà merito. Dobbiamo diffondere uno spirito critico nei confronti di un benessere spesso effimero!
Siamo testimoni di un fenomeno così potente che non possiamo limitarci ad affrontarlo dicendo “ok è una brutta influenza, stiamo a casa a curarci che passerà!” Cerchiamo di capire meglio perché si verificano certe situazioni al netto di una casualità imponderabile… si perché io VOGLIO CONTINUARE A VIAGGIARE e ad accogliere viaggiatori nel mio Paese con la consapevolezza che gli Stati che assistono a questo flusso di viaggiatori stiano collaborando attivamente per la loro tutela, limitando l’eventualità di disastri sanitari, economici e sociali come questo.

P.S. Nulla esclude che morirò un giorno per la puntura di una minuscola zanzara o per il morso di uno squalo curioso che si era avvicinato semplicemente per vedere cos’ero… ma sarebbe tutta un’altra cosa.

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