CURIOSITÀ

Il Patto per il Mare con la Terra!

Non avremo più terra se non salviamo il mare! Sembra un concetto difficile da capire quello contenuto nel “Patto della Terra con Il Mare”, l’iniziativa a cui hanno aderito, nel nostro Paese, 10 università, 60 aziende, la Regione Calabria, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale (OGS), la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, il ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare, delle foreste, dell’università e della ricerca.

Tanto per cominciare, è fondamentale comprendere che fra terra e mare c’è un rapporto di interdipendenza indissolubile che non possiamo continuare a trascurare. Mentre il mare ci protegge, noi tendiamo a distruggerlo.

Ecco alcuni importanti dati sugli effetti del mare:

  • forma  il 90% della biosfera e del nostro spazio vitale;
  • copre il 71% della superficie  terrestre;
  • assorbe il 50% delle  emissioni di gas serra e di anidride carbonica;
  • assorbe gran parte del calore emesso dall’atmosfera;
  • ci garantisce la metà dell’ossigeno che respiriamo (prodotta dagli organismi che lo abitano);
  • più di 3 miliardi di persone dipendono dalla biodiversità marina per il loro sostentamento;
  • circa il 5% del PIL mondiale dipende dalle risorse e dalle industrie marine;
  • il 50 % degli idrocarburi che muovono il mondo viene dal mare;
  • un miliardo e 200 milioni di  persone nel mondo, per il loro sostentamento, vivono utilizzando esclusivamente le risorse marine;

Il mare rappresenta uno dei principali elementi capaci di combattere la crisi climatica in corso e solo favorendo la consapevolezza di tutti, potremo invertire questa tendenza all’autodistruzione. Eppure soltanto il 7% dei mari e degli oceani viene protetto grazie alle riserve e alle aree marine protette. Come ha dichiarato il professor Silvestro Greco, direttore del Laboratorio di Sostenibilità e Economia Circolare dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e vicepresidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, il nostro Mar Tirreno è il mare più inquinato da microplastiche nel bacino del Mediterraneo, con 139.000 frammenti galleggianti per chilometro quadrato. Un fenomeno che, ovviamente, coinvolge l’alimentazione dei pesci e di conseguenza il consumo “rischioso”, sulle nostre tavole, di alcune specie in particolare.

Ma le  risorse del mare non sono infinite e noi consumiamo più di quello che il mare è in grado di offrire! In altre parole, non consentiamo al mare di rigenerarsi (e quando lo facciamo adottiamo metodi poco efficaci).

Per ridurre o abbattere gli effetti dell’inquinamento ed il conseguente aumento della temperatura dell’acqua e del suo grado di acidità (fenomeni che determinano la riduzione dei ghiacciai, lo scioglimento del permafrost, l’alterazione dell’ecosistema e la scomparsa di molte specie animali), è necessario intervenire da subito sulle tecnologie già esistenti e ancora poco efficienti (dai depuratori degli scarichi fognari e industriali alla raccolta e riciclo della plastica).

Anche il “Patto per gli oceani” che l’ONU ha ratificato, nei primi mesi del 2023, con oltre 50 paesi (tra cui tutti i membri del G7, che rappresentano oltre il 60% dell’economia mondiale e circa il 30% della superficie oceanica), intende elaborare strategie condivise per salvare i nostri mari.

L’impegno sarà concentrato su:

  • protezione della biodiversità e degli ecosistemi naturali;
  • monitoraggio della quantità di specie (pesci, molluschi e crostacei) utilizzate dalle attività commerciali umane al fine di assicurare l’abbondanza a lungo termine delle specie e la conservazione della loro capacità riproduttiva;
  • tutela dell’integrità del fondo marino;
  • monitoraggio delle condizioni  idrografiche;
  • controllo degli scarichi e delle concentrazioni dei contaminanti;
  • corretto smaltimento dei rifiuti marini sulle coste;
  • utilizzo di energia che non produce effetti negativi sull’ambiente marino.

Il MARE rappresenta il settore di maggiore crescita economica e occupazionale per il futuro del nostro Paese e delle nostre comunità, preserviamolo!

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