Dicembre 4, 2021
ANALISI PREVENZIONE

Non solo Covid

E’ ormai evidente come questo Coronavirus dalla sua comparsa, abbia invaso i nostri territori, decimato le nostre popolazioni, aggredito la nostra economia, cambiato gli stili di vita delle nostre società. Eppure, non solo Covid nelle nostre vite! Continuano ad esistere tanti rischi per la nostra salute che stiamo un po’ trascurando, aggravando la situazione determinata da questa pandemia.

Sembra che tutte le patologie, infezioni e malattie che fino ad un anno fa ammorbavano il nostro pianeta siano passate in secondo piano. Naturalmente, verificata la capacità di contagio espressa da questo virus e le sue evidenti conseguenze, ritengo sia giusto riservargli, in questo momento storico, un palcoscenico d’onore.

Penso anche, però, che non stiamo facendo un buon servizio a noi stessi dimenticando o trascurando tutte le cause di morte che, prima dell’arrivo del Covid, decimavano in modo diverso le nostre popolazioni.

La nostra scarsa attitudine alla prevenzione ed al soccorso, abbinata ad una comune tendenza a non rispettare le regole, ci hanno scagliato contro una situazione insopportabile e spesso ingestibile. Ma visto che parliamo di salute e vita umana, è bene eliminare ogni considerazione soggettiva e cercare subito il modo migliore per limitare i danni.

Inutile ricordarvi cosa sia il Covid-19 dal momento in cui, da quasi un anno, i mezzi di comunicazione a disposizione non parlano d’altro. Ognuno ormai si sarà fatto la propria idea. Voglio invece ricordare a tutti che, mentre i riflettori mettono in evidenza solo questo terribile virus, si continua a morire anche per altre patologie che prima di un anno fa riuscivano ad attirare qualche attenzione in più. Patologie che durante la pandemia Covid sono state trascurate e messe maggiormente a rischio proprio  dalla critica situazione nelle strutture ospedaliere e del personale sanitario. 

Purtroppo quando parliamo di salute e tutela della vita, dobbiamo ricordare che è necessario tenere alta la guardia e non solo su un fronte ma a 360°, visto che non si può morire di solo Covid-19! 

Non voglio e non posso permettermi di parlarvi di tutte patologie o dei rischi che affliggono le nostre società ma semplicemente portare la vostra attenzione su due argomenti: prevenzione e soccorso. Fra l’altro, nel ruolo di soccorritore laico, mi sento particolarmente coinvolto e responsabilizzato.  

In particolare voglio soffermarmi su un fenomeno che ogni anno nel nostro Paese coinvolge un numero impressionante di individui: circa 60.000 decessi per arresto cardiaco extra-ospedaliero all’anno in Italia. Un dato che sembra scomparire di fronte agli altisonanti numeri espressi dalla pandemia in corso ma che si aggiunge ad essi peggiorando la situazione sociale e sanitaria generale.

Per questo ritengo sia fondamentale ricordare a tutti che, proprio per i numerosissimi casi di arresto cardiaco extra-ospedaliero nel nostro Paese, ognuno dovrebbe dare il proprio contributo attivamente, per se stesso e per gli altri! E’ sufficiente conoscere le basi di una corretta prevenzione e le manovre esatte per un intervento di primo soccorso per rendere la nostra vita e quella chi chi ci sta intorno più sicura.

Diffondere la cultura del Primo Soccorso, essere addestrati per svolgere manovre di RCP (Rianimazione Cardio Polmonare)  o saper usare un DAE (Defibrillatore Semi-Automatico Esterno), aumentano sensibilmente le possibilità di ridurre un dato così elevato di mortalità.

Esistono molte didattiche riconosciute ufficialmente nel Mondo, capaci di formare un semplice cittadino sulle operazioni esatte da svolgere in caso di primo soccorso:

AHA (American Heart Association) – ERC (European Resuscitation Council) da cui nasce l’IRC (Italian Resuscitation Council)HSFC (Heart and Stroke Foundation of Canada) – ANZCOR (Australia e Nuova Zelanda Commission Resuscitation) – RCSA (Consigli di Rianimazione dell’Africa meridionale) – IAHF (Inter Americana Heart Foundation) – RCA (Resuscitation Council of Asia) – JRC (Japanase Resuscitation Council).

Da tutti questi enti principali ne nascono altri come ad esempio in Italia l’IRC (Italian Resuscitation Council) che si attiene alle linee guida ERC a cui fa riferimento l’INAIL nel nostro Paese.

Tutta questa diversificazione su un tema così delicato non deve però lasciar pensare che le indicazioni, per quanto diverse, possano essere più o meno efficaci. Si attengono tutte alle direttive ILCOR, sono tutte ottime e verificate, tanti rami dello stesso albero!

Non esiste corso di BLS o BLS-D migliore o peggiore

Esistono vari modi per raggiungere il medesimo obiettivo: salvare la vita di una persona!

I soggetti e gli enti che si dedicano a questo genere di formazione si attengono scrupolosamente alle direttive ILCOR, aggiornate ogni 5 anni. Cos’è l’ILCOR (International Liaison Committee On Resuscitation) = è un collegamento fra le organizzazioni scientifiche più prestigiose di tutto il Mondo in tema di “rianimazione cardio-polmonare e cerebrale” il cui fine è quello di fornire le basi scientifiche per permettere ai vari Paesi di produrre le proprie linee guida.

Vi assicuro che i costi ed i tempi per ottenere un attestato che abiliti al BLS-D sono davvero ridotti. In Italia sono tante le associazioni e gli enti riconosciuti (Croce Rossa, Protezione Civile, Salvamento Academy e tanti altri) che si dedicano a questo tipo di formazione (se volete indicazioni più precise non esitate a scrivermi).

CONCLUDO tornando ai giorni nostri ed al famigerato Covid-19

Ritengo comprensibile la fobia comune che induce al distanziamento sociale e ad applicare, giustamente, tutte le norme indicate dal Governo e dai Comitati Scientifici al fine di evitare la diffusione del contagio.

Ma sono anche SICURO che una persona sana ed in salute, ancor più se capace di intervenire con efficaci operazioni di primo soccorso, debba mettere da parte il timore di  contagio da Covid. Parliamo di due situazioni ben distinte:

  1. un soccorritore che interviene su una persona in arresto cardiaco prova a tenerla in vita fino al suo ricovero in ospedale, a salvarla dalla morte certa che sopraggiungerebbe senza alcun intervento (o nella migliore delle ipotesi da una vita caratterizzata da deficit cerebrali irreversibili e permanenti).
  2. abbiamo conferme che una persona sana ed in salute dal Covid guarisce (o vive addirittura il contagio senza sintomi) mentre UN INDIVIDUO IN ARRESTO CARDIACO SOPRAVVIVE BENE SOLO SE TRATTATO NEI TEMPI E NEI MODI GIUSTI

Imparare a gestire un arresto cardiaco può servire a chiunque ed in qualsiasi momento o situazione (in famiglia, a lavoro, durante il tempo libero). Per questo mi sento di consigliare vivamente a tutti la frequentazione di un corso di BLS-D (al momento esistono metodi formativi che escludono possibili contagi fra docenti e discenti), migliorerà la vostra vita e renderà più sicura quella di chi vi sta accanto (e non solo per la gestione di eventuali arresti cardiaci ma anche per imparare a trattare tante altre situazioni di pericolo).

Inutile girarci intorno, credo che l’obiettivo di ognuno sia quello di preservare la propria vita e quella dei nei propri cari o di chi ci sta intorno. Facciamo, allora, poche e semplici cose che ci forniscono i mezzi per raggiungere questo obiettivo!

 

 

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