Settembre 26, 2021
ANALISI PREVENZIONE

Si può fumare negli stabilimenti balneari?

Parlare di fumo e fumatori equivale sempre a contrapporre due tipologie di persone molto diverse fra loro, sia per abitudini sia per approccio alla prevenzione.

Per questo motivo non intendo entrare nella disputa ma solo evidenziare i comportamenti che “la legge” stabilisce al fine di una corretta e pacifica convivenza.

Per restare in ambito balneare vi darò una risposta alla domanda: “Si può fumare negli stabilimenti balneari?”

Ma per capire come si è arrivati ad inserire il divieto di fumare anche negli stabilimenti balneari (alcuni per adesso!) è opportuno conoscere l’iter che hanno percorso le leggi in materia di prevenzione alle malattie causate dal fumo di sigaretta nel nostro Paese:

  • 1972 la CEE introduce il divieto di pubblicizzare in Italia prodotti per fumatori.
  • 1975 entra in vigore la legge che vieta di fumare sui mezzi di trasporto pubblico (ad esclusione delle carrozze riservate ai fumatori) e nei locali pubblici (ospedali, cinema, musei, teatri, biblioteche ed università).
  • 1991 compare per la prima volta sulle confezioni dei prodotti da fumo la dicitura ” IL FUMO E’ NOCIVO”.
  • 2003 viene introdotta la Legge Antifumo che vieta di fumare nei locali pubblici chiusi.
  • 2013 viene esteso il divieto alle aree all’aperto di pertinenza delle istituzioni scolastiche
  • 2016 viene stabilito il divieto di fumare in auto (ferma o in movimento) se al suo interno è presente un minore di 18 anni, una donna in stato di gravidanza (che fa raddoppiare la sanzione fino ad un massimo di 550,00 euro) o se si è in prossimità di una struttura ospedaliera.

La stessa legge 3/2003 stabilisce, inoltre, rigorose caratteristiche per la realizzazione di aree dedicate ai fumatori con areazione, livello di umidità ed isolamento ben precisi. Essendo molto elevati i costi per gli adeguamenti strutturali, solo l’1% dei commercianti ha creato questi spazi nel nostro Paese.

Cosa stabilisce la legge 3/2003?

In sintesi stabilisce il divieto di fumare in tutti gli spazi chiusi, esclusi i locali privati non aperti al pubblico o quelli pubblici riservati ai fumatori appositamente realizzati ed opportunamente contrassegnati con chiara segnaletica.

Il mancato rispetto della legge prevede sanzioni più o meno onerose a differenza del grado di pericolosità arrecata:

  • da un minimo di 27,50 euro ad un massimo di  275,00 euro la sanzione standard
  • da un minimo di 55,00 euro ad un massimo di 550,00 euro se la violazione è avvenuta in presenza di minori o donne in stato di gravidanza
  • da un minimo di 60 euro ad un massimo di 300 euro (nei comuni che hanno emesso ordinanza relativa al divieto di fumare nelle spiagge) per coloro che gettano a terra i mozziconi di sigaretta, negli scarichi o negli interstizi della pavimentazione.

E’ stata eliminata la legge che prevedeva una sanzione anche per gli addetti al controllo sul rispetto del divieto che dovranno comunque chiamare, in presenza di contravventori, i pubblici ufficiali addetti a tale compito:

  • i Corpi di Polizia Amministrativa Locale
  • il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Locale
  • le Guardie Giurate adibite a tale servizio sull’area interessata

Questi, se ometteranno di contestare le violazioni, potranno essere puniti con sanzioni che partono da 200 euro fino ad arrivare a 2.200 euro.

La guerra al tabagismo assume aspetti sempre più repressivi. Il fine è quello di preservare e tutelare la salute pubblica, anche di coloro che involontariamente sono costretti in molti casi a respirare fumo passivo (anch’esso estremamente dannoso).

I collegamenti tra fumo e tumori a carico dell’apparato respiratorio sono ormai accertati e sempre più numerosi.

Come siamo arrivati a proibire il fumo negli stabilimenti balneari e sulle spiagge?

Non esiste ancora una legge nazionale che vieta di fumare in spiaggia ma già dal 2018 alcuni Comuni particolarmente sensibili a questo problema, grazie al proprio potere di autoregolamentazione, hanno emesso ordinanze comunali con lo scopo di proibire il tabagismo sia negli stabilimenti balneari, sia nelle spiagge libere (in molti casi anche negli specchi d’acqua antistanti fino a 200 metri).

Le sanzioni, in questo caso, partono da 25 euro e arrivano a 500 euro e sono di competenza della Polizia Municipale che ha il compito di vigilare sulle spiagge affinché tale divieto venga rispettato.

I cartelli “VIETATO FUMARE” presenti in alcune spiagge, esprimono il medesimo principio valido per altri contesti: evitare di far respirare fumo passivo a coloro che non fumano o che sono particolarmente esposti ai pericoli del fumo (bambini, donne in stato di gravidanza, anziani).

E’ un divieto che permette inoltre di limitare:

I Comuni impegnati a combattere le cattive abitudini tipiche del tabagismo, stabiliscono che tutti i proventi delle sanzioni pecuniarie saranno impiegati per l’acquisto di raccoglitori per i prodotti da fumo o per promuovere campagne di sensibilizzazione sulla pericolosità del fumo e dei suoi rifiuti.

Ma il fumatore di sigaretta elettronica subisce la stessa sorte del fumatore tradizionale? 

Ebbene, si. La legge non fa distinzioni di fumo o sigarette per cui, se non è chiaramente specificato, il DIVIETO DI FUMARE coinvolge tacitamente anche le sigarette elettroniche.

Per questo ATTENZIONE prima di stabilire autonomamente se si può fumare negli stabilimenti balneari in presenza di evidenti divieti: LA LEGGE NON AMMETTE IGNORANZA! 

Il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) sta cercando di estendere a tutti i Comuni d’Italia il divieto di fumo e di abbandono dei prodotti derivati.

Le località che nel 2019 hanno applicato il divieto sono: 

  • PUGLIA – Manduria e Porto Cesareo
  • SICILIA – Lampedusa, Linosa, Capaci
  • ABRUZZO – Alba Adriatica
  • MARCHE – Pesaro, San Benedetto del Tronto, Sirolo
  • EMILIA ROMAGNA – Rimini, Ravenna
  • SARDEGNA – Sassari, Olbia, Stintino
  • LAZIO – Ladispoli, Anzio, Ponza
  • LIGURIA – Sanremo, Lerici, Savona
  • VENETO – Bibione.  Per il 2020 il divieto è già scattato anche nelle spiagge di Chioggia

Si tratta di località in cui, comunque, le amministrazioni tendono ad allestire aree sulle spiagge riservate ai fumatori!

 

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