AMBIENTI ACQUATICI COACHING

Come formare una SQUADRA vincente

Tutte le volte che mi trovo nella situazione di selezionare personale da impiegare negli ambienti acquatici di cui sono responsabile (stabilimenti balneari, piscine),  cerco sempre di rendere le mie ricerche funzionali alla creazione di una vera squadra.

COME FORMARE UNA SQUADRA VINCENTE

Ho imparato col tempo che non è sufficiente aggregare persone per ottenere risultati utili!

L’esperienza sul campo a contatto con i miei collaboratori, mi ha permesso di scoprire che aggregare persone in modo non organizzato, da impiegare con funzioni operative, ha un unico vantaggio: “sfruttare” la loro forza fisica. Tuttavia, nel momento in cui i componenti del gruppo non ricevono chiare indicazioni , ognuno opera secondo le proprie convinzioni non sempre in linea con quelle degli altri. Ciò determina caos, discussioni e inefficienza. Una squadra, al contrario, opera esaltando la qualità della sua organizzazione al fine di raggiungere un obiettivo nel minor tempo e nel modo migliore.

A meno che non si tratti di lavori fisici, generalmente, un gruppo non garantisce risultati strategici. Infatti, non viene selezionato e gestito per raggiungere obiettivi ma solo per fare numero e garantire forza fisica. 

PER ESSERE PIÙ CHIARI

  1. Per spingere una macchina bloccata nel traffico cittadino può andar bene un gruppo di persone, prese a caso, e cui l’unica discriminante potrebbe essere la forza fisica di ognuno.
  2. Se ci troviamo di fronte ad una macchina che si ferma durante una gara automobilistica, è tutta un’altra storia! Servirà una squadra, fatta di persone con ruoli e competenze specifiche per spostare, riparare la macchina in tempi brevi e consentire al suo pilota di continuare la gara e raggiungere il traguardo.

LE ATTIVITÀ IMPRENDITORIALI SONO FATTE DI TRAGUARDI DA RAGGIUNGERE! 

Il vero problema dell’inefficienza di molte attività imprenditoriali, risiede proprio nella scelta di dedicare scarso interesse alla selezione del personale e ritrovarsi ad assumere:

  1. per “conoscenza”;
  2. per necessità (non avendo anticipato i tempi);
  3. per fare numero e coprire postazioni che non possono restare scoperte. In tutti questi casi, poco interessa se la persona impiegata ha specifiche caratteristiche o competenze. Capita spesso con gli assistenti bagnanti. Ad alcuni imprenditori del settore turistico-balneare interessa solo che al passaggio della Capitaneria di Porto o della ASL sia presente qualcuno in torretta a scongiurare l’eventuale sanzione. Un atteggiamento che si traduce in scarsa attenzione alla sicurezza, al soccorso e alla qualità del servizio offerto, svolto da risorse umane poco competenti e consapevoli del proprio ruolo che faticano a raggiungere gli obiettivi richiesti.

UN ESEMPIO MOLTO CHIARO

Chi decide di fare il Bagnino di Salvataggio deve essere consapevole che si appresta a svolgere un lavoro basato su prevenzione e soccorso, in cui le responsabilità civili e penali sono tante. E’ necessario svolgerlo, pertanto, con serietà e professionalità. Se un Bagnino di Salvataggio opera da solo, è opportuno che abbia un’adeguata preparazione (deve avere esperienza!) ed una capacità psico-fisica in grado di garantire sicurezza e soccorso. Se opera al mare, oltre alle  tecniche di salvamento, deve conoscere perfettamente le Ordinanze di Sicurezza Balneare e Regionale in vigore sul tratto di costa in cui opera ma anche l’ambiente marino e i venti dominanti, le correnti, i fondali e tutti i possibili pericoli.


Se i Bagnini di Salvataggio operano in squadra, sarà possibile stabilire ruoli e gerarchie. 

MA ATTENZIONE, LA SQUDRA DEVE SEMPRE SAPERE CHI DEVE ANDARE AVANTI  E QUANDO

In una squadra di assistenti bagnanti (come all’interno di altre squadre di lavoratori), stabilire dei ruoli è cosa molto delicata. Infatti, anche se tutti i componenti della squadra devono conoscere e saper svolgere le operazioni standard, possono verificarsi situazioni particolari in cui alcuni elementi hanno maggiore attitudine ad operare (e non è una questione di genere!). È proprio in questi casi si manifesta la forza della squadra. L’operatore o gli operatori più esperti si dedicano direttamente alle azioni specifiche con l’aiuto del resto della squadra che opera in sinergia per tutte le eventuali necessità collegate all’intervento.

LAVORATORI CON CARATTERISTICHE DIVERSE… PER SITUAZIONI DIVERSE!

Ci sono bagnini che hanno una capacità innata per le operazioni di salvataggio in mare, altri più capaci nell’uso dei mezzi nautici, altri ancora più freddi e lucidi durante le manovre di primo soccorso ed altri ancora particolarmente capaci nella gestione della comunicazione con i frequentatori degli stabilimenti balneari. La sinergia fra tutti loro, gestita con sapienza da un responsabile esperto, rappresenta l’essenza di un’ottima squadra (e di un eccellente servizio di sicurezza)

A questo punto è molto importante inserire un concetto: l’esperienza. Con questa parola non mi riferisco solo al tempo dedicato ad una determinata attività lavorativa ma anche alla competenza maturata nel tempo, alla conoscenza specifica dell’ambiente in cui si opera, alla capacità di comunicare correttamente e di gestire personale, all’ autorevolezza.

Restando sempre nel campo del Salvataggio a me tanto caro: un Assistente Bagnanti che a 16 o 18 anni ottiene il suo brevetto, durante il corso di formazione, avrà dimostrato di essere un ottimo nuotatore capace di svolgere tutte le operazioni necessarie per il salvamento in piscina e al mare. Tuttavia, di fronte alle situazioni più critiche, difficilmente avrà la capacità operativa e la scaltrezza di un collega che opera da anni sulle spiagge o nelle piscine e che conosce ogni dinamica tipica del suo lavoro.

È SEMPRE OPPORTUNO AFFIANCARE I LAVORATORI PIÙ GIOVANI A COLLEGHI PIÙ ESPERTI E COLLABORATIVI. 

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