Settembre 26, 2021
ANALISI PREVENZIONE SOCCORSO

Assistenti bagnanti: come formare una squadra vincente

Ogni volta che mi sono trovato nella situazione di selezionare personale da impiegare presso gli stabilimenti balneari in cui lavoravo, ho cercato di conciliare le caratteristiche di un gruppo con quelle di una squadra. Ho imparato col tempo che non basta aggregare persone per ottenere i risultati che si vogliono raggiungere in un lavoro come il mio.

Qualità o quantità? La scelta è obbligata se intendiamo avere un servizio professionale ed efficiente!

Ho imparato l’importanza di lavorare sulla formazione di una squadra, abbandonando l’idea del gruppo. Mi spiego: un semplice gruppo di persone lavora in modo poco organizzato e dispersivo, con l’unico vantaggio di sfruttare la forza fisica che rappresenta. Una squadra, al contrario, opera esaltando la qualità della sua organizzazione al fine di raggiungere un obiettivo nel migliore dei modi.

Posso affermare con convinzione che, a meno che non si tratti di usare esclusivamente la forza fisica in operazioni il cui esito deve essere gestito da altri, un “gruppo” non garantisce risultati proprio perché non viene selezionato e gestito per raggiungere obiettivi ma solo per fare numero e garantire forza.

Tanto per essere ancora più chiari: per spingere una macchina rimasta bloccata nel traffico cittadino può andar bene anche un gruppo di persone prese a caso in cui, probabilmente, l’unica discriminante sarà la forza fisica. Se, invece, quella stessa macchina sta partecipando alla Parigi Dakar, si è insabbiata dietro una duna e deve recuperare del tempo sulla tabella di marcia, è tutta un’altra storia! Servirà una squadra, fatta di persone con ruoli e competenze specifiche per spostare, riparare la macchina e condurla nei tempi prestabiliti al traguardo.

Ecco, questo è il vero problema di tantissime attività turistico-balneari che assumono personale solo per coprire il ruolo che la legge stabilisce. Poco interessa se la persona selezionata ha specifiche caratteristiche o competenze. Interessa solo che al passaggio della Capitaneria di Porto sia presente qualcuno in torretta a scongiurare l’eventuale sanzione.

Questo atteggiamento negli anni ha reso la figura delbagnino di salvataggiosempre meno rispettabile e professionale. Gli stessi bagnini, in molti casi, hanno contribuito a dare un’immagine poco corretta della loro funzione, trascurando l’aspetto fondamentale di prevenzione e soccorso a cui sono destinati, assumendo atteggiamenti indolenti e superficiali.

La cosa più pericolosa di questi comportamenti, sia per i datori di lavoro sia per i dipendenti, sta nell’impossibilità di avere risorse umane competenti, consapevoli del proprio ruolo e, di conseguenza, capaci di raggiungere gli obiettivi richiesti.

Se decido di fare il bagnino anche per pochi mesi e solo per guadagnare qualcosa durante l’estate, devo comunque essere consapevole che sto svolgendo un lavoro basato sulla prevenzione ed il soccorso, in cui le responsabilità civili e penali sono tante. E’ necessario svolgerlo, pertanto, con serietà e professionalità.

Perché gli assistenti bagnanti devono essere una squadra ed è molto importante la loro selezione?

Il presupposto è questo: se un bagnino di salvataggio opera da solo su un tratto di costa, è opportuno che abbia un’adeguata preparazione (deve avere esperienza!) ed una capacità psico-fisica in grado di garantire sicurezza e soccorso attraverso la sua efficienza. In sostanza, oltre alle tecniche di salvamento, deve conoscere perfettamente le Ordinanze di Sicurezza Balneare e Regionale in vigore sul tratto di costa in cui opera ma anche l’ambiente marino (fondali, pericoli) e i venti dominanti

Se i bagnini di salvataggio operano in squadra, sarà possibile stabilire ruoli e gerarchie. Attenzione! Stabilire dei ruoli in una squadra di assistenti bagnanti è cosa molto delicata e vi spiego perché. Anche se tutti i componenti della squadra sapranno dedicarsi alle operazioni standard, possono verificarsi situazioni particolari in cui alcuni elementi evidenziano una maggiore attitudine.

Ecco cosa significa stabilire i ruoli in una squadra di bagnini! Vuol dire affidare, quando possibile, la risoluzione di un problema o di un’emergenza al bagnino più capace per QUELLA situazione.

La squadra dovrà lavorare in sinergia ma deve sempre sapere chi deve andare avanti e quando

Senza far riferimento all’esperienza, ci sono bagnini che hanno una capacità innata per le operazioni di salvataggio in mare, altri più capaci nell’uso dei mezzi nautici, altri ancora più freddi e lucidi durante le manovre di primo soccorso e tanti altri ancora più capaci nella gestione della comunicazione con i frequentatori degli stabilimenti balneari. Ognuno di noi ha le sue caratteristiche personali che ogni buon “responsabile” deve esaltare, non reprimere.

Bagnini di salvataggio con caratteristiche diverse per situazioni diverse!

A questo punto è molto importante inserire un concetto: l’esperienza. Con questa parola non intendo solo l’aspetto temporale di dedizione ad un determinato impiego ma anche la conoscenza specifica dell’ambiente in cui si opera.

Mi spiego meglio: un bagnino di salvataggio che a 16 o 18 anni prende il suo brevetto, per quanto abbia dimostrato di essere un ottimo nuotatore capace di svolgere tutte le tecniche di salvamento in piscina e al mare durante il corso, non avrà mai la capacità operativa e la scaltrezza di un collega che opera da anni sulle spiagge o nelle piscine e che conosce le dinamiche tipiche del suo lavoro.

E’ sempre opportuno affiancare i bagnini più giovani a colleghi più esperti e motivati.

 4 modi per selezionare e formare una valida squadra di assistenti bagnanti:

  1. tutti gli componenti devono conoscere alla perfezione ed essere in grado di praticare tutte le tecniche di salvamento in vigore (responsabile squadra in primis)
  2. la squadra deve essere guidata da un responsabile che abbia svolto l’attività di bagnino di salvataggio prima di ricoprire il ruolo di “responsabile” (preferibilmente in possesso di altre qualifiche oltre al brevetto di bagnino di salvataggio e con verificate capacità comunicative, operative, di selezione e gestione del personale)
  3. ad ogni componente deve essere affidato un ruolo che, in situazioni di emergenza, lo distingua (sarà la sinergia fra le diverse capacità peculiari di ognuno a rendere la squadra più forte)
  4. i bagnini di salvataggio impiegati presso gli stabilimenti balneari (a differenza di quelli che stanno nelle piscine) è preferibile che siano originari della zona in cui operano (aspetto non fondamentale per il responsabile)

Vi spiego perché i punti 2 e 3 sono i più importanti partendo dalla fine:

  • il punto 1 stabilisce una condizione implicita in quanto qualsiasi bagnino che ottiene il brevetto per il salvamento deve essere in grado di svolgere le funzioni a cui è destinato.
  • Il punto 4 evidenzia come un bagnino nato e cresciuto in una località, tendenzialmente conosce le caratteristiche naturali, morfologiche e meteo-marine tipiche del posto. Conoscere i fondali, i venti dominanti ma anche le caratteristiche urbane della zona in cui opera sono aspetti non trascurabili in fase di eventuale soccorso in mare, trasporto dell’infortunato o comunicazione telefonica con i soccorsi avanzati. Non meno importante, in determinati contesti, la conoscenza delle tipiche caratteristiche umane, sociali e comportamentali del posto, compresa quella del dialetto locale (utilissimo per comunicare in spiaggia con le persone del posto in particolare nella gestione delle controversie).
  • Il punto 2 riguarda la figura del responsabile della squadra. Senza un responsabile capace di affermare la propria leadership i componenti della squadra, anche se ben organizzata, tenderanno ad agire autonomamente. Al fine di avere una squadra valida ed efficiente questa figura deve: partecipare attivamente alla selezione dei suoi sottoposti ♣ verificare, durante il periodo di prova previsto dal contratto, le loro competenze generali e specifiche ♥ stabilire, nel rispetto della parità fra loro, un programma operativo.
  • Il punto 3 evidenzia come, una volta verificate le caratteristiche di ogni componente della squadra, sarà importante lavorare su un automatismo di comportamenti. ♦Tutti devono essere uguali agli occhi del responsabile e svolgere le medesime mansioni generalmente, ma ognuno deve sapere come comportarsi in presenza di particolari situazioni. E’ lo stesso concetto della catena di sopravvivenza nel primo soccorso, ognuno deve interpretare un ruolo per raggiungere l’obiettivo finale: salvare un individuo in difficoltà o pericolo di vita.

Purtroppo tutti questi sono aspetti ancora molto trascurati dai datori di lavoro in ambito turistico-balneare.

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